Omicidio di Vescovato, antichi dissapori tra vittima e assassino? C’è la pista passionale
La vittima, Nurian Dalipaj, è stata uccisa con una coltellata alla gola. Ma anche il presunto assassino ha riportato ferite importanti
Leggi anche:
Si chiamava Nurian Dalipaj e aveva 24 anni, la vittima dell’omicidio consumatosi nella notte tra domenica e lunedì a Vescovato, al culmine di un’esplosione di violenza iniziata in un bar di Cremona poche ore prima. Una vicenda che però, secondo quanto raccontano alcuni residenti, affonda le sue radici in un passato ancora precedente.
Il presunto assassino, Mattia M., rimasto ferito a sua volta, ha 32 anni e lavora in un’azienda che si occupa di panificazione a livello industriale. Tra i due, secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori impegnati a fare luce sulla vicenda, ci sarebbero dissapori legati alla comune passione per la stessa donna, con cui entrambi avrebbero avuto una relazione.
Non sarebbe stato infatti il primo confronto tra i contendenti: secondo quanto raccontato da alcuni residenti di Vescovato, già in passato la vittima si sarebbe recata sotto casa del presunto omicida per un regolamento di conti. Insomma, si tratta di una storia dai contorni ancora piuttosto intricati, che gli investigatori stanno cercando di portare alla luce.
Di fatto, la diatriba è culminata domenica notte, quando Nurian è stato ucciso da una coltellata alla gola. Il fratello della vittima, colpito con un fendente all’addome, resta ricoverato nell’ospedale di Cremona, in terapia intensiva, ma le sue condizioni sembrano stabili. Il 32enne, rimasto ferito a sua volta, è anch’egli ricoverato, e piantonato dai Carabinieri.