Cronaca

Omicidio di Vescovato, le testimonianze sul presunto assassino: “È sempre stata una persona tranquilla”

Residenti e conoscenti del presunto assassino raccontano lo sgomento nell'apprendere quanto accaduto. Ma sembra che la diatriba si trascinasse da tempo

Una residente di via Cairoli
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Le tracce di sangue imbrattano il marciapiede della piazza centrale di Vescovato, dove i residenti, ancora sconvolti, si scambiano sussurri e sguardi ansiosi. L’intero paese è sotto shock per un evento che ha turbato pesantemente la tranquilla quotidianità della comunità vescovatina: una notte di violenza che ha portato con sè una vittima e due feriti gravi.

Anche il sindaco, Alfredo Gorni, ha dichiarato di essere fortemente turbato per l’accaduto, dal momento che nulla avrebbe mai potuto far presagire la presenza di una tale sacca di violenza: “Non ho parole per esprimere il mio sgomento” racconta. “Vescovato è un paese tranquillo, e non mi sarei mai aspettato che proprio qui si sarebbe potuta verificare una vicenda così grave. Tutto il paese è sgomento”.

Del resto, tra le vie del piccolo Comune, di circa 4mila anime, non si parla d’altro. Sconvolti anche gli stessi conoscenti del presunto assassino, che abbiamo raggiunto al bar in piazza. “Lui è sempre stato una persona tranquilla, mai avuto problemi con nessuno” racconta uno degli amici. “Non so cosa gli sia preso…”.

“E’ sempre stato un ragazzo buono, simpatico, bravo” gli fa eco un altro. “Un uomo casa, famiglia e lavoro. Esce con gli amici, ma anche le sue uscite sono pulite”. Tuttavia, secondo chi lo conosceva, potrebbero esserci dei pregressi: “Questa situazione si trascina da un bel po’, perché già un’altra volta questi si erano presentati  sotto casa sua. In quel frangente, però, era stato furbo e aveva chiamato subito i carabinieri“.

Sgomento anche da parte dei vicini di casa del presunto omicida, come racconta Emanuela Bergonzi, rientrata nella tarda serata, dopo essere stata a ballare: “Arrivando verso casa mia ho notato moltissime macchie rosse sull’asfalto, ma in un primo momento non ho capito di cosa si trattasse. Ho addirittura pensato fosse vino, ma era proprio sparso ovunque, ovunque, persino sul muro, dalla parte opposta della via… Poi siccome era tutto tranquillo sono entrata a casa mia”.

Solo il giorno dopo, mentre portava fuori i cani, ha visto i Carabinieri impegnati a fare i rilievi nell’appartamento del 32enne e nella via. Qualcuno, intanto, aveva sciacquato via tutte le tracce di sangue. “Inizialmente ho pensato che qualcuno si fosse sentito male, successivamente ho capito quello che era realmente accaduto”. Incredula anche la donna, che però non conosce personalmente il presunto assassino: “Mi pareva una persona tranquilla. Le sue finestre affacciano sul cortile interno, come le mie, ma non ho mai sentito pasticcio, confusione o rumori molesti” conclude.

La vicenda di Vescovato sarebbe stata l’episodio conclusivo di una diatriba che si trascinava da tempo, pare per motivi passionali. I due contendenti, dopo aver litigato pesantemente in un bar di Cremona, si sono ritrovati in piena notte a Vescovato, dove si è poi consumata la tragedia. Ora toccherà agli inquirenti fare luce sull’esatta dinamica dei fatti.

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