Centropadane Engineering, Mariani: "Il centrodestra chieda spiegazioni a Brescia"
Nuovo capitolo nella vicenda della società partecipata dalle Province di Cremona e Brescia per cui è stato aperto il capitolo del concordato preventivo in vista di un risanamento
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A breve distanza dalla presentazione da parte del Centrodestra di un’interrogazione sulle sorti di Centropadane Engineering, il presidente della Provincia Roberto Mariani dichiara di essere pronto a rispondere: “Ma questa interrogazione i consiglieri dovrebbero presentarla all’amministrazione provinciale di Brescia, oltretutto della loro stessa parte politica. La Provincia di Brescia infatti non ha deliberato la ricapitalizzazione della società e il ripianamento della perdita residua come invece fatto da Cremona. Nell’ultima variazione di Bilancio di metà dicembre abbiamo approvato unanimemente l’applicazione di una quota di avanzo disponibile al 31/12/2024 di 550.000 euro per poter sostenere la società, sia attraverso interventi di ricapitalizzazione, sia attraverso altri interventi economici previsti dalla normativa di settore”.
Centropadane Engineering, società di progettazione partecipata principalmente dalle due Province e da alcuni piccoli comuni, aveva chiuso il 2024 con una perdita di circa 1 milione di euro. Il Cda aveva messo a punto un piano di rientro e di rilancio che prevedeva maggiori commesse da parte dei soci, oltre al ripianamento dei conti. Un piano di cui la Provincia di Cremona aveva preso atto, riservandosi di fare ulteriori verifiche.
Poi il colpo di scena: in estate erano stati licenziati 4 dipendenti a cui ora stanno per scadere i termini per presentare l’eventuale ricorso. La perdita di personale qualificato ha indebolito la capacità operativa della società, rendendo difficile l’acquisizione di nuove commesse, passaggio essenziale del piano di risanamento.
Tra settembre e ottobre, su preciso input dei soci, i membri del consiglio di amministrazione si erano dimessi: il presidente Alexander Nisi (compenso per il 2025: 31.166.000 euro); Elena Bernardini (17.343.000 euro) e Paolo Abruzzi (17.337.000 euro) ed era subentrato come amministratore unico il bresciano Massimiliano Stellini.
“Nel corso di alcuni incontri informali con i soci” , si legge nella determina dirigenziale del 15 dicembre della Provincia di Cremona che impegna i 550mila euro a favore di Centropadane Engineering, “a seguito dei primi risultati parziali dell’attività di verifica
amministrativa e contabile posta in essere, l’Amministratore Unico ha presentato una situazione ancora critica per la chiusura 2025 ipotizzando la necessità di un intervento sostanziale dei soci, anche attraverso una ipotesi di ulteriore ricapitalizzazione”.
L’ultimo capitolo della vicenda è ora legato alla procedura avviata presso il Tribunale di Cremona (su richiesta dell’amministratore unico) con la nomina di un conmissario giudiziale che ha due mesi di tempo per predisporre una proposta di concordato preventivo con piano di risanamento in modo da poter far ripartire la società. Due mesi di tempo che scadranno quindi poco dopo la metà di marzo.