Cultura

Il Po fra navigazione e infrastrutture dal Novecento a oggi nel nuovo libro di Caccialanza

Una pubblicazione dedicata a uno spaccato di storia locale: è il nuovo libro di Roberto Caccialanza intitolato “I porti, la navigazione, il canale navigabile a Cremona nel Novecento"

Il servizio di Federica Priori
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“Una tipica storia italiana di opere mancate e incompiute”: è il nuovo libro dedicato a “I porti, la navigazione, il canale navigabile a Cremona nel Novecento” curato dal ricercatore e storico della fotografia Roberto Caccialanza, che prosegue così l’indagine sui vari aspetti del lungo Po cremonese e della sua evoluzione nel tempo.

Dopo una pubblicazione sui ponti fra Cremona e Castelvetro, un’altra sulla vita sul Grande Fiume dal 1839 al 1959 e poi una sulle origini delle tre principali società Canottieri (Baldesio, Bissolati e Flora), ora è il turno della navigazione e relative infrastrutture, temi trattati con notizie e immagini sconosciute.

Vengono descritte quindi le fasi e gli avvenimenti che dall’anno 1900 hanno portato ad attivare a Cremona un porto fluviale, avviando in più occasioni traffici commerciali via acqua, e a scavare il canale navigabile. Numerosi i progetti per rendere navigabile il Grande Fiume, tra escavazioni e costruzione di pennelli.

Il libro si chiude con le tabelle cronologiche dei livelli di massima piena e di massima magra del Po dal 1801 ad oggi, osservando le quali l’autore rileva un ingente abbassamento dell’alveo di magra del fiume, che si è accentuato dagli anni Sessanta in seguito all’entrata in servizio dello sbarramento artificiale di Isola Serafini.

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