"Gioielli Sotto Casa", prossimo appuntamento a Serle, nel cuore della Val Sabbia
Il programma esplora la chiesa di San Pietro e il santuario della Beata Vergine, simboli di fede e arte
Gioielli sotto casa torna in onda su CR1 – canale 19 con Piero Brazzale per un nuovo viaggio alla scoperta delle meraviglie nascoste del nostro territorio. Questa puntata ci porta a Serle, balcone naturale sulla Valle Sabbia, dove storia, arte e devozione si intrecciano in un racconto fatto di pietra, luce e silenzio.
PRIMA TAPPA: LA CHIESA DI SAN PIETRO IN VINCOLI
Il nostro percorso comincia dal cuore del paese, con la chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, autentico scrigno barocco. L’edificio attuale venne costruito tra il 1711 e il 1738, andando a sostituire una chiesa più antica, già documentata nel XII secolo.
Il progetto è dell’architetto Antonio Corbellini, lo stesso che realizzò la chiesa di Santa Giulia a Paitone: non a caso, tra i due edifici si colgono evidenti analogie, soprattutto nel movimento della facciata e nella spazialità interna.
L’interno, a navata unica articolata in due campate, è sormontato da calotte ellittiche che amplificano la luminosità dell’ambiente. Stucchi raffinati e pitture murali raccontano episodi della vita della Vergine e di San Pietro, accompagnando lo sguardo del visitatore in un percorso di forte intensità spirituale.
Accanto all’altare maggiore trovano posto quattro altari laterali, tipicamente settecenteschi, realizzati con marmi pregiati. Ma è proprio l’altare maggiore a catturare l’attenzione: un’elegante composizione barocca a commesso, giocata sul contrasto tra il marmo nero e i marmi policromi. Straordinario il paliotto, dove tra racemi in marmi versicolori e fiori in madreperla spicca, racchiusa in un ovato, la scena dell’Ultima Cena.
SECONDA TAPPA: IL SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE ANNUNCIATA
Il viaggio prosegue verso il Santuario della Beata Vergine Annunciata, luogo caro alla devozione popolare. L’attuale impianto è di epoca rinascimentale e si presenta con una sobria facciata a timpano, impreziosita da un rosone centrale e da un portale con timpano e mensole in pietra finemente lavorata.
Sul lato sinistro si appoggia un portico quadrato sorretto da pilastri in pietra, mentre poco distante si innalza il campanile, unico nel suo genere: al di sopra del basamento, pur segnato da una scarpata in cemento, conserva una muratura in pietre squadrate di gusto romanico.
All’interno, il santuario si apre in un’aula a navata unica, suddivisa in due campate quadrate con volte a vela. L’ambiente colpisce per la delicatezza delle decorazioni: fiori, festoni, testine d’angeli e fasci d’alloro in stucco bianco accompagnano cornici, riquadri della volta, nervature e capitelli, creando un insieme armonioso ed elegante, dove la semplicità architettonica si unisce a una raffinata ricchezza simbolica.
Serle si conferma così come uno scrigno prezioso della Valle Sabbia, capace di raccontare attraverso i suoi luoghi di culto una storia fatta di arte, fede e identità, e Gioielli sotto casa continua a valorizzare questi patrimoni spesso nascosti, ricordandoci che la bellezza più autentica è spesso proprio dietro l’angolo, sotto casa.
Veronica Padiglione