Cronaca

Promuovere una cultura della legalità al Torriani: incontro con il maggiore Schiaffini

Costruire la legalità ogni giorno: scuola, relazioni e responsabilità per una comunità che cresce

Il maggiore Schiaffini e la dirigente Piperno
Fill-1

Particolarmente significativo è stato l’intervento, rivolto a tutte le classi prime del Torriani, del maggiore dell’Arma dei carabinieri Gabriele Schiaffini, che il 12 febbraio ha dialogato con gli studenti rispondendo alle loro domande e affrontando temi legati al senso di responsabilità individuale.

L’incontro ha posto l’accento sui rischi connessi a comportamenti scorretti o superficiali – dall’uso improprio dei social network al bullismo e cyberbullismo, fino alle conseguenze legali di determinate azioni – ribadendo che ogni scelta comporta conseguenze.

Il messaggio rivolto ai ragazzi è stato chiaro: la libertà autentica si fonda sulla consapevolezza e sulla capacità di valutare l’impatto delle proprie azioni su sé stessi e sugli altri. In questo confronto diretto con le istituzioni, gli studenti hanno potuto comprendere che le regole non rappresentano un limite arbitrario, ma uno strumento di tutela dei diritti e della sicurezza collettiva.

L’intervento del maggiore Schiaffini si inserisce in una cornice più ampia di azioni che il Torriani sta portando avanti per promuovere una cultura della legalità solida e quotidiana. Non si tratta di iniziative isolate, ma di parti di un progetto organico volto a rafforzare la convivenza civile, la consapevolezza individuale e la coesione della comunità scolastica.

“Promuovere la cultura della legalità significa costruire ogni giorno un ambiente scolastico fondato sul rispetto, sulla responsabilità e sul benessere condiviso. In questa prospettiva si inseriscono le azioni avviate dall’istituto, che mirano a creare un contesto educativo in cui ciascuno possa sentirsi parte attiva di una comunità responsabile”, ha dichiarato la dirigente, Simona Piperno.

Il punto di partenza è rappresentato dal progetto “Accoglienza e orientamento relazionale” svolto nei primi mesi dell’anno scolastico con il supporto della psicologa dell’istituto e in stretta collaborazione con i Consigli di Classe.

Attraverso domande-stimolo, schede individuali e lavori di gruppo, gli studenti sono guidati a interrogarsi sulle motivazioni che li hanno portati a scegliere la scuola, sulle aspettative, sulle paure e sulle speranze che accompagnano l’inizio di un nuovo percorso. I risultati attesi – maggiore collaborazione, consapevolezza del proprio percorso, miglioramento del clima relazionale – rappresentano la base concreta su cui costruire un’autentica educazione alla legalità.

Questo impegno si inserisce inoltre nel più ampio quadro del protocollo “Scuola Spazio di Legalità”, promosso dalla Prefettura. Come ha sottolineato la dirigente scolastica, “non si tratta di una collaborazione occasionale né di facciata, ma di un supporto costante, di una presenza silenziosa ma sicura che consente alla nostra comunità di sentirsi parte di una rete concreta e significativa”.

La scuola, ha ricordato la dirigente, “è il primo presidio di legalità sul territorio: è il luogo in cui non si impara soltanto a superare un esame, ma a diventare cittadini capaci di scegliere e di agire con responsabilità”. In questa visione, la legalità non si riduce al rispetto formale delle norme, ma coincide con il rispetto delle persone, della dignità propria e altrui, con la capacità di non restare indifferenti di fronte alle ingiustizie.

Fondamentale, in questo percorso, è anche l’investimento sulla formazione dei docenti. Il corso “Adolescenti a scuola: famiglie, società e compiti di sviluppo” proposto in collaborazione con l’Asst nasce dalla consapevolezza che i giovani di oggi crescono in un contesto sociale, familiare e tecnologico profondamente mutato.

Comprendere i modelli familiari contemporanei, i compiti evolutivi dell’adolescenza, il bisogno di autonomia e riconoscimento significa fornire agli insegnanti strumenti concreti per leggere i segnali di disagio e intervenire in modo tempestivo e costruttivo.

Gli incontri, alternando riflessioni teoriche e analisi di casi reali, promuovono il confronto tra colleghi e rafforzano le competenze relazionali, nella convinzione che la qualità della relazione educativa sia il primo fattore di prevenzione.

“La scuola può fare molto, ma non può farlo da sola”, ha ricordato la dirigente, evidenziando l’importanza di un’alleanza educativa con le famiglie e con i servizi del territorio per costruire una rete di protezione efficace.

Nel loro insieme, queste azioni delineano un progetto educativo coerente, che pone al centro la persona, la qualità delle relazioni e la costruzione di una comunità scolastica fondata sul rispetto reciproco.

L’obiettivo non è soltanto prevenire comportamenti a rischio, ma promuovere un clima di benessere in cui ciascuno possa sentirsi riconosciuto, ascoltato e responsabilizzato.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...