Cronaca

Spettacolare transumanza vicino al ponte Verdi

La transumanza, antica pratica di pastorizia, rappresenta un legame profondo con il territorio

L’inverno è ancora in pieno “cammino” in un alternarsi continuo di giornate plumbee ed altre piovose, e in questi giorni di febbraio che conducono alla Quaresima, è  tempo di transumanza dalla montagna alla pianura e, come accade da anni, non è per nulla “strano” vedere greggi di pecore che scendono dagli alpeggi in direzione Pianura Padana.

Simbolico il transito di un gregge avvenuto domenica, 15 febbraio, proprio a ridosso del ponte sul Po che collega Parmense e Cremonese, Emilia e Lombardia, nel tratto compreso tra i Comuni di San Daniele Po, Polesine Zibello e Roccabianca.

Non solo ovini ma anche asini, cavalli e, naturalmente, cani pastore in cammino lungo la strada sterrata che corre sotto al ponte Verdi.

Quello del pastore, va doverosamente ricordato, è uno dei mestieri più antichi del mondo. Un mestiere duro e affascinante al tempo stesso. Dalla fine dell’estate e sino ai primi rigori autunnali si estende il periodo della transumanza, (dal latino “trans” , al di là e “humus” , terra) praticata sin dalla preistoria.

Questa consiste nello spostamento del gregge o della mandria nei pascoli a valle durante la stagione fredda, e in quelli di montagna durante quella estiva: si tratta della naturale ricerca di cibo che porta il gruppo a viaggiare inseguendone la migliore abbondanza.

L’erba in altura può nutrire al meglio il gregge fino a metà settembre-primi ottobre, poi avviene l’esodo in senso inverso. La pecora in particolare non sopporta il troppo caldo né il troppo freddo e per questo viene accompagnata di pascolo in pascolo a seconda della stagione.

La pastorizia vagante è un mestiere fuori dal tempo in quanto non prevede la separazione tra lavoro e vita: relazioni sociali e lavoro sono tutt’uno, la giornata lavorativa si allunga e si accorcia a seconda dei lavori e delle necessità delle greggi, seguendo il ciclo delle stagioni.

Un mestiere antico, un po’ da eremiti, che ci ricorda sempre il valore delle nostre campagne e dei nostri monti e ci rimanda ai valori di una memoria da non disperdere. Da ricordare infine che la transumanza è stata inserita nel 2019 dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, che ha riconosciuto il valore della pratica sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia.

L’Unesco ha riconosciuto due tipi di transumanza – quella orizzontale, nelle regioni pianeggianti, e quella verticale, tipica delle aree di montagna – evidenziando l’importanza culturale di una tradizione che ha modellato le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali che costellano l’estate a l’autunno, segno ricorrente di una pratica che si ripete da secoli con la ciclicità delle stagioni in tutte le parti del mondo.

Nel 2023 l’elemento è stato esteso ad Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna.

Eremita del Po, Paolo Panni

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