34 multe in due mesi con il permesso cambiato a sua insaputa: ricorrerà al Prefetto
Il cremonese aveva in uso due auto provvisorie per le quali aveva fatto fatto modificare il suo permesso di transito e sosta in ztl. Almeno così credeva
Ha ricevuto – tutte insieme – 34 sanzioni per aver transitato attraverso i varchi elettronici che delimitano il centro cittadino, per un totale che arriva a una cifra a tre zeri, dal momento che ciascuna di esse vale circa 87 euro. Multe prese senza sapere che il permesso provvisorio che gli avevano fatto in attesa di regolarizzare la targa della sua nuova macchina, contemplava solo la possibilità di parcheggiare in zona a traffico limitato e non di oltrepassare i varchi.
Una situazione anomala e curiosa quella in cui è incappato un rappresentante cremonese che tra ottobre e novembre utilizzava due automobili sostitutive di proprietà di una concessionaria, in attesa che gli venisse consegnata quella che aveva appena acquistato.
Già in possesso di un permesso per il transito e la sosta in ztl, si era dunque recato all’Aem per aggiornare i dati, indicando appunto le targhe delle due auto sostitutive, senza sapere – e senza che nessuno gli facesse presente – che questa modifica andava a regolarizzare solo il parcheggio. A pensarci bene, come avrebbe potuto raggiungere un posto auto in ztl senza avere oltrepassato prima le telecamere? Fatto sta, l’ignaro cremonese aveva utilizzato il permesso senza avere dubbi per circa due mesi, finchè il 2 febbraio la concessionaria lo avverte che con le auto sostitutive aveva accumulato la bellezza di 34 sanzioni.
“Forse non mi ero spiegato bene con gli addetti Aem”, ci racconta, “ma d’altra parte come potevo sapere che quel permesso fosse diverso da quello che ho sempre avuto se nessuno mi ha avvertito?” E così, si è rivolto alla Polizia Locale, da cui erano partite le notifiche e, spiegando la situazione e la sua buona fede, ha ottenuto la concreta possibilità di vedersi annullate dal Prefetto le multe. Certo, adesso dovrà premurarsi di stendere il ricorso per un disguido non dipendente dalla sua responsabilità, ma l’equivoco dovrebbe essere a questo punto chiarito.