Crollato un altro tratto di ciclopedonale: lo sfogo del sindaco di Crotta d'Adda
Sebastiano Baroni: "Dopo 5 anni di attese e disagi ci troviamo ora con un rudere nel fiume. Le amministrazioni non sono state coinvolte"
AGGIORNAMENTO – Dopo il crollo di venerdì scorso, un’altra porzione di passerella ciclopedonale sull’Adda è crollata questa mattina all’alba, a fianco del ponte che collega Crotta con il lodigiano. Si impone ora una radicale revisione del progetto che riguarda questo tratto di ciclovia VenTo che era in attesa di essere collaudato.
L’infrastruttura ciclistica in provincia di Cremona arriva attualmente fino a Casalmaggiore, e si snoda in larga parte su argini esistenti.
Nel frattempo a commentare l’accaduto è il Sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni, che si definisce critico rispetto a quanto accaduto.
“Stamattina ha ceduto il primo troncone (circa 70/80 metri) che riguarda proprio il territorio di Crotta d’Adda – spiega Baroni -, dove c’è l’inizio del ponte, in maniera speculare rispetto a quello che è successo qualche giorno sul comune di Maccastorna, da Lodi in direzione verso la provincia di Cremona; sostanzialmente restano i tronconi centrali del ponte dell’Adda”.
I lavori, costati circa 4 milioni di euro, finanziati da Regione Lombardia e affidatati ad AIPO, erano in fase di chiusura. Finiti gli ultimi passaggi, l’apertura era ormai vicina, ora invece è gioco forza tutto fermo.
“Il dato certo è che – aggiunge Baroni – i lavori erano stati terminati da pochissimo: era stato posato poco prima del crollo un materiale molto simile al calcestruzzo, sullo strato di tutta la ciclabile; da quel momento sono passate 24 ore ed è cominciata a cedere la struttura. Ora si fanno le prime osservazioni, chiaramente tutte informali, per capire quale sarà la vera causa del cedimento; ci saranno poi le indagini”.

“Quello che deve guardare un sindaco oggi – prosegue – è il futuro: abbiamo atteso questa ciclovia Vento cinque anni, abbiamo avuto non pochi disagi (sottolineo che abbiamo già avuto un altro momento, soprattutto con la ditta che ha operato, che non ha agito di certo in maniera professionale), e dopo cinque anni ci ritroviamo con un troncone che è caduto nel fiume sul territorio di Crotta d’Adda. Ora dovrà passare del tempo perché il tutto sarà soggetto ad indagini”.
“La domanda finale è: tutto questo potenziale che la Vento deve avere per i comuni, soprattutto i piccoli comuni come il mio, adesso dov’è?”.
La zona, infatti, è ora posta sotto sequestro e il problema si prospetta di lunga risoluzione. E a proposito di futuro, la fiducia da parte del primo cittadino cremonese è poca.
“Per me vanno cambiate certe dinamiche – dice Baroni -, ne discutevo proprio stamattina con la mia amministrazione: a tornare indietro di 6 anni, quando fu chiesta manifestazione di interesse per questo bando ministeriale, suppongo la Vento; sono arrivati i fondi europei, sull’affidamento di 700 milioni ad Aipo. Forse se si fossero coinvolti in questo progetto anche i piccoli comuni, dando una porzione di bando a noi che, pur essendo piccoli, siamo però quelli più attenti ai bandi (perché sono la unica risorsa che abbiamo per sviluppare strutture e attività); ecco, forse, qualche cosa di meglio si poteva fare. Se si decide però di andare su un affidamento unico, su un cantiere importantissimo che conta 700 chilometri per 700 milioni di euro (con 1 milione di euro al chilometro) io non mi aspetto che cada una passerella che attraversi il fiume Adda per 200 metri”.
Sui prossimi passi, si naviga a vista. “Stiamo andando avanti anche noi ora per ora – conferma il Sindaco -: al momento non sappiamo quale sarà la dinamica, quello che so è che purtroppo, stamattina questo troncone che è caduto su Crotta potrebbe stare lì per diverso tempo perché, come dicevamo, è soggetto ad indagine. Quindi, oltre al danno ci aggiungiamo anche la beffa”.
“Per Crotta d’Adda si tratta di un impatto importante – prosegue -: il cuore di Crotta è il fiume e adesso abbiamo conseguenze, oltre che ambientali, anche visive, con un rudere caduto su un territorio del paese vicino ad un’area che utilizziamo per feste, iniziative. Di certo non fa un bel vedere, e un bel sperare”.
A ciò si aggiunge anche lo stop alla navigazione, voluto dalla Provincia di Cremona da Pizzighettone fino allo sbocco dell’Adda in Po.




