Cronaca

Pestato dopo l'incidente, ma i testimoni fotografano la targa: aggressore a processo

L'episodio risale al maggio del 2022 in via Bergamo. Contestate le lesioni con l'aggravante dei futili motivi: vittima, un 65enne cremonese

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Prima l’incidente, poi la discussione, degenerata in aggressione, e infine la fuga. Per quell’episodio, risalente al pomeriggio del 19 maggio del 2022 in via Bergamo, Francesco, 60enne residente nella bergamasca, è a processo con l’accusa di lesioni aggravate dai futili motivi. Vittima, Paolo, 65enne cremonese, che nel procedimento si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Davide Barbato.

Quel pomeriggio, Paolo era a bordo della sua Fiat Punto diretto verso la Paullese, quando, poco prima della rotatoria di via Bergamo la sua auto era stata prima affiancata allo stop e poi urtata dal conducente di una Mini Cooper che aveva tirato dritto. Paolo lo aveva seguito, riuscendo a far accostare l’autista della Mini. “Volevo fare la costatazione amichevole”, ha detto oggi in aula il 65enne, “ma lui mi ha risposto che ero stato io ad andargli addosso. Ad un certo punto ha cominciato a schiaffeggiarmi, mi ha spinto, sono caduto a terra e mi ha preso a calci e pugni“.

Nessuno aveva assistito all’incidente, mentre il pestaggio era stato visto da due sorelle di passaggio e da un altro testimone. “Io e mia sorella stavamo tornando dal supermercato quando abbiamo notato che due macchine avevano avuto un incidente e che c’era una persona che stava menando un uomo rannicchiato a terra che gridava aiuto“, ha riferito Maria, una delle testimoni. “Il più giovane aveva strattonato l’altro automobilista più anziano e l’aveva spinto, dicendogli che era colpa sua se stava facendo tardi. Io sono intervenuta urlando contro l’aggressore, mentre mia sorella, che nel frattempo era scesa dalla macchina, ha fotografato la targa della Mini Cooper. Il conducente aveva fretta, voleva andare via”.

Era stata la donna a chiare ambulanza e forze dell’ordine, ma nel frattempo l’imputato si era allontanato.

La macchina di Paolo era stata danneggiata al paraurti anteriore, alla fiancata sinistra e allo specchietto retrovisore. “Danni per 1.500 euro“, ha riferito il proprietario dell’auto. Dopo il pestaggio, il 65enne era stato soccorso e trasportato in ospedale dove gli era stata diagnosticata una prognosi di 30 giorni per la frattura del ginocchio sinistro.

Grazie al numero di targa e alle dichiarazioni dei testimoni, il conducente della Mini Cooper era stato rintracciato e denunciato. L’uomo aveva confermato di essere stato lui alla guida della macchina, ma aveva negato di aver alzato le mani sul pensionato Paolo.

Nella prossima udienza, fissata al 6 luglio, saranno sentiti gli altri due testimoni e l’imputato avrà la possibilità di difendersi prima che venga pronunciata la sentenza.

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