Povertà, non più emergenza ma problema strutturale. Le Cucine Benefiche: "Cremona ci sta aiutando"
"I cremonesi si sono manifestati disponibili - afferma il presidente Massimo Fertonani -. Le offerte sono state di poco superiori ai 50mila euro in due - tre mesi"
65mila euro ottenuti in due anni e mezzo attraverso l’iniziativa del Pasto Sospeso del Rotary Club Terre Padane; 80 ospiti fissi alle Cucine Benefiche della San Vincenzo. Sono alcuni numeri che indicano il crescente stato di povertà di una parte di società cremonese. A illustrarli nella trasmissione di CR1 tv Punto e a Capo, sono Claudio Bodini, coordinatore dell’iniziativa Pasto Sospeso e Massimo Fertonani, presidente della San Vincenzo.
“Storicamente e a lungo gli ospiti sono stati circa 40 al giorno“, spiega Fertonani, “ma da qualche tempo sono raddoppiati, 70 – 80 al giorno. La nostra associazione si regge sui contributi dei soci e sulle offerte dell collettività. Abbiamo chiesto aiuto perchè ci mette in difficoltà la crescente richiesta.
L’esigenza di offire un pasto a 80 persone anzichè a 40 rimane una costante e i numeri si sono stabilizzati purtroppo. Si poteva pensare che una causa fosse il clima rigido dell’inverno, qualche emergenza meteo, invece la povertà è diventa strutturale”.
La san Vincenzo dunque ha chiesto aiuto e qualche risposta è arrivata, non da soggetti pubblici, ma dai privati. “Cremona si è manifestata disponibile. Le offerte sono state di poco superiori ai 50mila euro in due – tre mesi, e non sono pochi. Varia l’entità, sono arrivati anche 10, 50 euro. Il criterio è sempre ‘ognuno fa quello che può’. E poi ci sono stati aiuti materiali, ad esempio negozianti che ci hanno regalato della frutta, oppure il caso di una signora che poco prima di Natale si è presentata da noi con un salame: ‘Può essere utile?’ ci ha chiesto. E noi volentieri l’abbiamo accettato”.
E poi ci sono persone, anche giovani, che hanno deciso di donare il looro tempo libero, anche solo di domenica.
“Non svolgiamo indagini sociologiche – aggiunge Fertonani circa le cause che possono stare dietro a questo incremento di richieste -. Ma parlando con le persone ci siamo fatti l’impressione che le persone abbiano in genere meno possibilità economiche di prima per cui anche la necessità di un pasto caldo è diventata più faticosa”.
Il servizio della san Vincenzo si concentra tra le ore 11 e le 12, nei nuovi locali riqualificati della Diocesi accanto alla Casa dell’Accoglienza. Viene svolto un doppio turno non essendoci 80 posti disponibili contemporaneamente.
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