Quei soldi spariti dai conti: "Fu l’Accd a scoprire il furto e a querelare l’ex direttore"
Nei confronti di Giuseppe Strina è scattato il sequestro preventivo di denaro e opere d’arte. L’Associazione per la Cura Contro il Dolore sarà parte civile
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E’ indagato con l’accusa di furto aggravato, Massimiliano Giuseppe Strina, 60 anni il prossimo aprile, ex direttore dell’Accd, l’Associazione Cremonese per la Cura del Dolore, realtà molto nota a Cremona che da anni si occupa di assistenza e supporto ai malati terminali e alle loro famiglie sia in hospice che a domicilio.
Per la guardia di finanza, che ha indagato in stretto contatto con la procura di Cremona, in particolare con il sostituto procuratore Alessio Dinoi, l’ex dirigente avrebbe approfittato del suo incarico e della delega ad operare sui conti correnti per sottrarre dalle casse della Onlus circa 300.000 euro.
Nei confronti di Strina, che avrebbe utilizzato parte del denaro sottratto all’associazione per l’acquisto di oggetti d’arte e beni d’antiquariato, i militari delle Fiamme Gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo.

L’Accd, parte lesa, è rappresentata dall’avvocato Alessio Romanelli. L’Associazione Cremonese Cura Contro il Dolore presieduta dall’imprenditore cremonese Antonio Auricchio, “è stata vittima di una rilevante sottrazione di
fondi perpetrata dal suo ex direttore mediante la creazione di documenti falsi e il ricorso ad altri artifici”, scrive in una nota l’avvocato Romanelli per conto dell’associazione.
“Il comportamento infedele dell’ex direttore è stato scoperto lo scorso anno grazie all’attività di monitoraggio e tutela effettuata dagli organi dell’associazione. L’Accd, subito dopo avere avuto contezza della condotta delittuosa dell’ex direttore, ha sporto immediata denuncia querela presso l’autorità giudiziaria per il reato di furto pluriaggravato e si è subito attivata per il recupero del maltolto.
L’associazione manifesta sin da ora la volontà, quale vittima del reato, di costituirsi parte civile nel futuro processo penale. L’impegno dell’associazione, nel proprio ambito di attività, rimane immutato, e un sincero ringraziamento va indirizzato a tutti coloro che, a vario titolo e spesso su base del tutto volontaristica, prestano la loro opera e tempo ad alleviare il dolore delle persone più fragili e in difficoltà”.

Le indagini, condotte tramite accertamenti sui conti patrimoniali e sui flussi finanziari dell’indagato e l’assunzione di informazioni ed acquisizioni documentali, hanno evidenziato che Strina avrebbe duplicato numerose fatture autentiche o alterato i dati di pagamento per giustificare l’esecuzione di oltre 60 bonifici a favore di conti intestati sia a lui che ai suoi familiari.
In relazione a quanto emerso nel corso degli accertamenti della finanza, il gip ha emesso il provvedimento cautelare, disponendo il sequestro preventivo del profitto del reato e delle somme di danaro presenti sui conti correnti dell’indagato e dei familiari, oltre a 14 quadri d’autore, come ad esempio una pittura olio su rame “Diana e Callisto”, un olio su tela “Cristo alla colonna” e “San Girolamo nello studio”, del XVII Secolo, e una coppia di mobili antichi a titolo di surrogato del profitto del reato.
L’indagato è assistito dall’avvocato Franco Antonioli: “Attendiamo la fine delle indagini per poi effettuare tutte le valutazioni del caso”, si è limitato a commentare il legale.