Manifattura e artigianato, Cremona corre: dati positivi in tutti i settori
I valori - presentati dalla Camera di Commercio - riguardano il quarto trimestre del 2025. Per il futuro, però, visioni contrastanti
Indicatori con segno più, aziende solide e volte all’innovazione, con un buon quarto posto in Regione Lombardia.
Sono dati che fanno ben sperare quelli che arrivano dalla Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia dedicati all’ultimo trimestre del 2025.
L’analisi congiunturale elaborata dal servizio promozione e informazione economica dell’Ente guidato dal cremonese Gian Domenico Auricchio, certifica una crescita generale del settore su scala regionale.
Facendo focus su Cremona e la sua provincia, la manifattura nel quarto trimestre dello scorso anno ha fatto registrare un incremento della produzione pari al 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2024; un’espansione alimentata più dagli ordini interni (+2,4%) che da quello esteri che restano pressoché stabili, con una crescita complessiva del fatturato delle aziende cremonesi per il 3,3%.
Facendo invece un paragone tra l’anno 2025 e il 2024, la manifattura cremonese chiude in positivo, con un aumento del 3,8% del cosiddetto mercato interno. Sempre su base annua, +2,7% gli ordini esteri, +2% la produzione, +2,1% il fatturato.
Anche l’artigianato made in Cremona fa registrare buoni segnali, con un incremento della produzione pari al 2,2%; nello stesso fronte crescono anche il fatturato (+4,1%) e gli ordini (+2%).
Guardando al futuro, però la situazione è più variegata: se le aziende manifatturiere prevedono nel 2026 aumenti anche a doppia cifra in tutti i macro indicatori, gli artigiani sono più cauti e in attesa di contrazioni dei valori economici.
A livello regionale, tra i territori della Camera di Commercio chi è cresciuta di più nell’ultimo trimestre è stata Mantova (al primo posto in Lombardia), poi Cremona (quarto posto) e infinite Pavia (settimo posto).
“Nel quarto trimestre del 2025, i tre territori di Cremona, Mantova e Pavia, mostrano segnali di ripresa, in continuità con la tendenza positiva già emersa nei precedenti mesi dell’anno – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, Gian Domenico Auricchio -. Questo scenario congiunturale testimonia la straordinaria resilienza del nostro tessuto produttivo di fronte alle complesse dinamiche macroeconomiche attuali. I dati ci restituiscono l’immagine di un’industria manifatturiera capace di consolidare le proprie posizioni, trainata sia dal recupero della domanda interna sia dall’ottima tenuta sui mercati internazionali“.
“Occorre tuttavia mantenere alta l’attenzione – aggiunge Auricchio -: se il manifatturiero guarda al 2026 con rinnovato ottimismo, il comparto artigiano esprime ancora una diffusa cautela per i mesi a venire. Come Ente Camerale, il nostro obiettivo strategico sarà accompagnare le imprese in questa fase, intensificando il supporto all’innovazione, alla digitalizzazione e all’internazionalizzazione, affinché gli attuali segnali di ripresa si traducano in una crescita strutturale e duratura nel tempo”.
L’aggregato regionale lombardo conferma l’avvio di una fase espansiva.
La produzione manifatturiera complessiva cresce del +2,3%, di pari passo con tutti i principali indicatori economici: fatturato (+3,4%), ordini interni (+0,8%) e domanda estera (+3,2%).
Un’analisi settoriale evidenzia come, tra ottobre e dicembre 2025, i driver di crescita principali – oltre all’aggregato delle industrie “varie” – siano stati i comparti del legno-mobile e delle pelli-calzature. Per contro, continuano ad affrontare criticità congiunturali l’industria siderurgica e il settore tessile.
In ottica prospettica (primo trimestre 2026), gli imprenditori lombardi del comparto industriale mostrano un sentiment positivo e in progressivo consolidamento, con particolare fiducia su produzione, fatturato, export e mercato del lavoro, mentre permane prudenza sulla domanda interna.
Sul versante dell’artigianato lombardo, i dati sono positivi: produzione a +2,2%, ordinativi totali a +1,1%, fatturato a +2,0% e una lieve crescita dell’occupazione del +0,2%. Questa dinamica contrasta, tuttavia, con le stime previsionali di breve periodo, contrassegnate da un diffuso pessimismo tra gli operatori artigiani. L’unico elemento di rassicurazione riguarda i livelli occupazionali, che la maggior parte degli imprenditori confida di poter mantenere complessivamente stabili.