Politica

Calo iscrizioni scolastiche, Forza Italia: "Riflessione seria su inverno demografico"

Il partito di centrodestra critica le politiche demografiche dell'amministrazione comunale e sollecita un cambio di rotta per sostenere la natalità

Il consiglio comunale di Cremona
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“Forte preoccupazione per il calo delle iscrizioni nelle scuole cittadine, fenomeno che rende sempre più evidenti anche a livello locale gli effetti dell’inverno demografico, una crisi profonda che non riguarda solo Cremona, ma investe l’intero Paese e gran parte del mondo occidentale”: a dirlo sono gli esponenti di Forza Italia Cremona, Andrea Carassai e Luca Ghidini, rispettivamente segretario e capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia.

“La crisi demografica è un problema nazionale e internazionale, che affonda le proprie radici nella progressiva diffusione di modelli culturali ispirati all’individualismo e a una forma di ambientalismo ideologico, che per anni hanno presentato la natalità non come una risorsa, ma come un problema” sottolineano Ghidini e Carassai. “In questo quadro si è arrivati perfino a teorizzare che i bambini fossero fattori clima-alteranti o fonti di inquinamento, anziché il primo investimento sul futuro di una comunità”.

Per i due esponenti di centrodestra, “di fronte a una sfida di tale portata, sono chiamati a dare risposte tutti i livelli di rappresentanza istituzionale, dal livello nazionale a quello locale, prendendo finalmente atto del fallimento di queste teorie e rimettendo al centro famiglia, natalità, educazione e coesione sociale”.

“È proprio rispetto a questo contesto che emergono le responsabilità politiche delle amministrazioni di sinistra che hanno governato Cremona negli ultimi anni” continuano Carassai e Ghidini. “Non perché il calo delle nascite sia “causato” da una singola amministrazione, ma perché anche a livello locale sono stati veicolati messaggi e impostazioni culturali perfettamente coerenti con quelle visioni ideologiche che oggi mostrano tutti i loro limiti.

Emblematico, in questo senso, è l’opuscolo pubblicato nel dicembre 2019 dall’Amministrazione comunale di Cremona a guida Pd, intitolato “Fare una spesa responsabile! – per la salute tua e quella dell’ambiente”, recante il logo del Comune. A pagina 15, tra le quattro “azioni individuali più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici”, compare esplicitamente l’indicazione “fare meno figli”. Il fascicolo era preceduto da un’introduzione firmata dall’allora Assessore alle Politiche Sociali e alla Famiglia Rosita Viola e dall’allora Assessore all’Ambiente Simona Pasquali, entrambe tuttora figure di vertice dell’Amministrazione comunale.

Alla luce dei dati attuali sulle iscrizioni scolastiche e del rischio di non riuscire a formare alcune classi, rileggere oggi quei contenuti non è un esercizio polemico, ma un modo per comprendere quanto quelle impostazioni culturali siano state sbagliate e dannose. Il calo delle nascite non è una variabile neutra: incide direttamente sulla sostenibilità dei servizi educativi, sulla vita dei quartieri e sulla prospettiva futura della città.

Tutti ci auguriamo che le classi possano formarsi, in particolare alla scuola primaria del Boschetto, perché ogni classe che parte rappresenta un presidio educativo, sociale e di futuro. È però del tutto strumentale e mistificatorio insinuare che le difficoltà nella formazione della prima classe possano essere ricondotte all’azione di Forza Italia, che è intervenuta esclusivamente e responsabilmente su un tema sacrosanto come l’eliminazione delle barriere architettoniche. Le politiche per l’accessibilità e l’inclusione non hanno nulla a che vedere con il numero delle nascite e delle iscrizioni, e usarle come capro espiatorio significa eludere il vero nodo del problema.

Forza Italia Cremona chiede che si apra finalmente una riflessione seria e non ideologica sulle politiche demografiche, anche a livello locale: sostegno concreto alle famiglie, servizi per l’infanzia, tariffe eque, attrattività abitativa e lavorativa, difesa della rete scolastica. Senza ambiguità e senza ipocrisie.

Senza bambini non c’è futuro. E affrontare l’inverno demografico significa prima di tutto abbandonare le teorie che lo hanno alimentato” conclude il partito.

 

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