Anafibj, presentato il progetto "CowMeTec"
Si tratta il progetto hi-tech per ridurre le emissioni di metano nelle bovine
Nella sede di ANAFIBJ (Associazione Nazionale Allevatori della Razza Frisona, Bruna e Jersey Italiana), il workshop dedicato al progetto CowMeTec: “Tecnologie combinate per il monitoraggio ambientale e la riduzione delle emissioni di metano nelle bovine da latte”. L’evento ha visto una forte partecipazione della filiera, con un centinaio di partecipanti tra presenti in sala e collegati online, a testimonianza della crescente attenzione del settore verso le soluzioni concrete per le produzioni ad alta sostenibilità. La sfida: produrre meglio, emettendo meno.
Il progetto CowMeTec, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (SRG08 – Azioni pilota e collaudo dell’Innovazione), nasce dalla volontà di partenariato tra pubblico e privato e avrà la durata di 30 mesi
(inizio avvenuto ad agosto 2025). Nutristar e ANAFIBJ hanno concluso l’incontro ringraziando la Regione Emilia-Romagna, le ditte fornitrici di tecnologia e, soprattutto, gli allevatori, il cui impegno quotidiano è fondamentale per il trasferimento del know-how dalla ricerca alla realtà di campo. La direzione di ANAFIBJ ha tuttavia ricordato che i ruminanti sono spesso accusati di contribuire al riscaldamento globale a causa delle loro emissioni di metano, un gas con un effetto serra molto più forte dell’anidride carbonica. In realtà, il metano è un inquinante climatico di breve durata (SLCP) che viene ossidato ad anidride carbonica biogenica in un periodo di 10-12 anni. Pertanto, mentre l’anidride carbonica si accumula nell’atmosfera per secoli e ogni nuova emissione si aggiunge a quelle precedenti, il metano viene continuamente rimosso dall’atmosfera. Ciò significa che emissioni costanti di metano
corrispondono a una stabilizzazione della temperatura atmosferica, mentre una riduzione delle emissioni di metano contribuisce a una sua riduzione. Ridurre le emissioni di metano derivanti dall’allevamento non riduce solo il contributo dell’allevamento al riscaldamento globale, ma contribuisce concretamente al raffreddamento del clima.