I confini non esistono: al Ponchielli storie di piante e di uomini nel talk con Mancuso e Caccia
Per la prima volta insieme al teatro Ponchielli, il botanico Stefano Mancuso e l’autore Matteo Caccia hanno intrecciato storie di piante e di uomini, che hanno come comune denominatore i confini
Storie di piante e di uomini che affrontano o superano i confini, esplicitando un concetto: “I confini non esistono”. È lo spettacolo allestito giovedì sera al teatro Ponchielli nella rassegna dedicata alla scienza, che ha portato per la prima volta insieme sul palcoscenico di Cremona il botanico Stefano Mancuso e l’autore Matteo Caccia, con diversi monologhi in contraltare.
In un momento storico in cui varcare i confini è spesso considerato un errore, il professor Mancuso ricorda come in natura non esistano e siano un’idea prettamente umana.
Ecco quindi le storie di alberi e arbusti capaci con la loro bellezza di spingersi oltre lo spazio e persino il tempo, come accade nella magica fortezza di Masada tra il deserto giudaico e la valle del mar Morto. Oppure testimonianze di uomini e donne che non hanno a che fare con un confine vero e proprio, ma raccontano di amore o di dolore.
Ciascuno in platea ha colto spunti di riflessione in risonanza col proprio vissuto, per tutti un messaggio emerge con chiarezza dallo spettacolo, sottolineato dal conduttore Caccia: “I confini non sono in valore assoluto un bene o un male, dipende dal modo in cui si usano”.