Cronaca

La ricerca scientifica incontra le esigenze delle aziende del lattiero-caseario

Nell’ambito di Agri-Food Lab, sono stati conferiti i primi sette premi di laurea a sei studenti e studentesse dell’Università Cattolica e a uno studente del Politecnico di Milano

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Ci sono 51 aziende che hanno presentato progetti di innovazione tecnologica, 35 delle quali del territorio cremonese. L’Università Cattolica del Sacro Cuore li ha vagliati e trasformati in proposte di tesi magistrali o “sfide impossibili” per gli studenti del campus di Cremona.

Ci sono già sette premi di laurea, con il sostegno di Confcooperative Cremona, Consorzio Tutela Grana Padano e Consorzio Tutela Provolone Valpadana, grazie a una convenzione che premia le migliori tesi del settore lattiero-caseario. E c’è Agora Network, l’iniziativa dell’Università Cattolica che, nel campus di Cremona, crea uno spazio di incontro tra l’università, le imprese e le istituzioni. Agorà contribuirà a sostenere le tesi suggerite dalle aziende e scelte dalle studentesse e dagli studenti.

Tutto ciò è frutto dell’ecosistema Agri-Food Lab, uno dei valori aggiunti del campus di Santa Monica, in continua crescita, grazie a una convenzione tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Comune di Cremona, la Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, la Provincia e la Diocesi di Cremona.

Così la ricerca scientifica incontra le esigenze delle aziende del territorio. Non solo: grazie a tutor accademici, con il pieno coinvolgimento degli studenti delle lauree magistrali, nascono soluzioni di innovazione tecnologica concretamente applicabili.

Sono stati conferiti i primi premi di laurea. “La consegna di questi premi di laurea ad altrettante tesi di argomento lattiero-caseario porta con sé almeno tre considerazioni” spiega Lorenzo Morelli, docente di Biologia dei microrganismi e coordinatore delle strategie di sviluppo del campus cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, già preside della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali. “La prima è la grande attenzione del mondo produttivo al mondo universitario. Questa convenzione, infatti, è supportata da grandi protagonisti delle produzioni lattiere. Il secondo aspetto è la stretta vicinanza fra l’università e il mondo produttivo. Il terzo è la collaborazione fra atenei diversi.

I vincitori di queste borse, infatti, sono laureati sia dell’Università Cattolica sia del Politecnico di Milano, in rappresentanza del quale è presente il professor Gianni Ferretti. Oggi, però, si è compiuto un altro gesto significativo: i laureandi sono stati informati dei temi di tesi che le aziende hanno proposto; se i temi saranno selezionati dagli studenti, questi ultimi godranno del vantaggio di svolgere il lavoro di tesi sotto il tutoraggio sia dell’università sia delle aziende. È un modo concreto ed estremamente efficace per entrare subito nel mondo del lavoro”.

I premi di laurea sono stati consegnati da Andrea Tolomini, direttore di Confcooperative Cremona, a sei alumni e alumnae dell’Università Cattolica: Benedetta Peressi, laureata nella magistrale in Agricultural and Food Economics, Elisa Rè, laureata nella magistrale in Food Processing: Innovation and Tradition, Edoardo Zanotti, laureato nella magistrale in Agricultural and Food Economics, Elena Biasoni, laureata nella magistrale in Food Processing: Innovation and Tradition, Andrea Di Lorenzo, laureato nella triennale in Scienze e Tecnologie Alimentare, Alessandro Cattadori, laureato nella magistrale in Food Processing: Innovation and Tradition.

Un settimo premio è stato conferito a Mattia Rosani, laureato al Politecnico di Milano nella magistrale in Agricultural Engineering. “A volte si dice che l’università viva nel proprio mondo, ma questo a Cremona non è assolutamente vero” chiosa il professor Morelli. “Collaboriamo con l’importante realtà lattiero-casearia e agraria del territorio. Confcooperative, come capofila, sostiene gli studenti che preparano tesi di laurea di alto livello in questi settori. Il mondo agroalimentare è fatto prevalentemente da realtà piccole e proprio per questo per fare ricerca è estremamente importante fare rete. Una rete che non può prescindere dalle università”.

Ciò che emerge chiaramente, dunque, è la forza della interdisciplinarietà che caratterizza l’Università Cattolica, anche a Cremona. Dove il settore lattiero-caseario viene studiato in modo davvero multidisciplinare grazie alla presenza di tre facoltà: Scienze agrarie, alimentari e ambientali, Economia e Giurisprudenza e Psicologia.

Per il corso di laurea Food Processing: Innovation and Tradition, ad esempio, una prima tesi intende affrontare il nodo della conservazione dei prodotti da forno ad alta attività dell’acqua. L’obiettivo è testare alcuni estratti botanici selezionati come alternativa naturale, valutandone combinazioni, dosaggi e tecniche di incorporazione, fino alla messa a punto di test pilota chimici e tecnologici. Una seconda tesi, invece, si occuperà della valorizzazione cosmetica dei lipidi di origine animale: dalla validazione dei processi di pastorizzazione dei grassi anidri, con metodi analitici standardizzati, allo studio della stabilità ossidativa dei balsami nel tempo, tra acidità, perossidi e resa sensoriale.

Per Agricultural and Food Economics, al centro c’è la sostenibilità economica delle innovazioni. Una proposta prevede uno studio LCA comparativo tra ingredienti cosmetici di origine animale e vegetale, in ottica di economia circolare e riduzione degli sprechi. Un’altra tesi indagherà la disponibilità a pagare dei consumatori in presenza di caratteristiche innovative o per prodotti in fase di lancio, misurando il valore economico attribuito a sostenibilità, alla tecnologia e alla qualità.

Nel corso in Consumer Behaviour: Psychology applied to Food, Health and Environment, invece, una ricerca analizzerà ruolo del food engagement e delle variabili psicosociali nelle scelte di prodotti “green” o salutistici, dalle certificazioni al packaging sostenibile. Un secondo filone esplorerà l’efficacia dei frame comunicativi nel guidare i processi decisionali, offrendo indicazioni strategiche per imprese e policy maker.

Nel corso in Innovazione e imprenditorialità digitale, infine, una tesi andrà a verificare empiricamente se la digitalizzazione della tracciabilità nel settore lattiero-caseario riduce il rischio aziendale, con effetti su costo e accesso al credito. Mentre un’altra tesi proporrà di costruire un set essenziale di KPI ESG misurati con dati primari, attraverso sensori e sistemi gestionali, per valutare se la misurazione digitale migliori la qualità delle informazioni sulla sostenibilità d’impresa.

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