Cronaca

La spedizione italiana in Russia: convegno al Ghisleri sulla "guerra degli ignoranti"

Relatore Francesco Maria Cusaro, nipote di uno dei dispersi in territorio sovietico e studioso del tema

Il convegno sulla "guerra degli ignoranti" al Ghisleri di Cremona
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Quasi 300mila uomini partiti tra il 1941 e il 1943; di questi oltre 90mila non fecero mai più ritorno. Questi alcuni dei tragici numeri che hanno caratterizzato la spedizione italiana in Russia, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una disfatta, che secondo gli storici diede il via alla sconfitta dell’Asse nazifascista, ricordata poi anche come la “guerra degli ignoranti“.
Proprio su questo tema si è focalizzato il convegno organizzato per le classi quinte all’Istituto Ghisleri di Cremona. Relatore Francesco Maria Cusaro, nipote di uno dei dispersi in terra sovietica.

“Sicuramente ‘ignoranti’ è un termine forte – osserva Francesco Paolo Truglia, giovane docente e moderatore dell’incontro –. Storicamente ci fa comodo ritenere gli italiani poco istruiti, ma scopriremo che ignoranti significherà anche figli dell’irretimento da parte del partito fascista: un’idea di guerra che coinvolgeva la figura maschile e quella femminile, chiamate a viverla come una ragione di vita, come un ordine derivato dai disordini della Prima Guerra Mondiale”.

Tra gli organizzatori anche la sezione cremonese dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria.

“Ci siamo accorti che nei programmi scolastici la Seconda Guerra Mondiale non è forse studiata nel modo corretto – afferma il presidente Attilio Albertoni –. Anni fa veniva accennata in un certo modo, ora è quasi ignorata. Mio padre è stato in Russia per due anni ed è fortunatamente tornato, mentre un suo fratello è rimasto disperso. Da alcuni anni mi sto interessando a questa vicenda: ecco il motivo di questa conferenza e di questa manifestazione”.

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