Diocesi, inaugurato il piano nobile di Palazzo Vescovile riqualificato
Il vescovo Napolioni benedice il rinnovato piano nobile, un progetto che riqualifica il Palazzo e lo rende accessibile alla comunità e alla cultura locale
Inaugurato martedì mattina il “piano nobile” di palazzo Vescovile, al termine dei lavori di restauro degli ultimi mesi. La conclusione di un percorso di riqualificazione che, come riferisce il sito della Diocesi, ha progressivamente restituito alla comunità ambienti che coniugano la dignità della sede episcopale con il servizio alla Chiesa locale e alla città.
Nel corso della presentazione ufficiale dei nuovi spazi, sono state illustrate le nuove sezioni espositive (come la galleria dei vescovi) e la rifunzionalizzazione di ambienti storici (quali in particolare la sala conferenze intitolata al vescovo Bolognini e la cappella vescovile dedicata a santo Stefano). Non si tratta soltanto del completamento del polo museale della Diocesi, ma di un riappropriarsi di luoghi carichi di storia che rispondono alle esigenze dell’oggi con uno sguardo rivolto al futuro. Un luogo che sarà sempre più aperto alla città.
Le benedizione degli ambienti rinnovati da parte del vescovo Antonio Napolioni ha avuto luogo al termine dell’evento celebrativo per i 25 anni di Fondazione Comunitaria, che ha sostenuto economicamente il progetto, permettendo alla diocesi e alla città di riappropriarsi di questi spazi.
All’evento hanno preso parte il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone, il presidente di Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, Cesare Macconi con il suo predecessore Renzo Rebecchi, il vicario generale della Diocesi di Cremona, don Antonio Mascaretti, l’economo diocesano, Giacomo Ghisani, e il direttore del Museo diocesano, mons. Gianluca Gaiardi.
Proprio monsignor Gaiardi ha guidato i presenti in un percorso che dal monumentale scalone ha condotto alla Galleria con i ritratti dei vescovi, passando per le aule oggi destinate alla didattica del Museo diocesano fino alla sala ovale, fulcro architettonico del complesso, che dà accesso alla cappella di Santo Stefano, alla sala Bolognini e agli ambienti della residenza episcopale.
Nella cappella palatina il vescovo ha quindi impartito la benedizione, richiamando il valore simbolico e pastorale di questa apertura. L’opera di riqualificazione si colloca in una visione progettuale iniziata nel 2020, presentata subito dopo nella suggestiva cornice della sala Bolognini, situata sopra il voltone che da via Platina dà accesso a piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, impreziosita dal celebre tavola del Platina.
Mons. Gianluca Gaiardi ha ripercorso le tappe principali del progetto, concepito durante l’episcopato di mons. Dante Lafranconi e nato dal desiderio di dotare la Diocesi di un museo capace di valorizzare il patrimonio culturale e di fede senza sottrarre spazi alla Curia diocesana. Con l’arrivo nel 2016 del vescovo Napolioni quell’intuizione ha trovato nuovo impulso, anche attraverso l’immagine delle “finestre aperte e illuminate” del palazzo, segno di una casa viva e abitata.
L’intervento, affidato all’architetto Massimo Fertonani e sviluppato in dialogo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cremona, Mantova e Lodi, in particolare con il funzionario restauratore Aria Amato e l’architetto Laura Balboni, ha consentito anche la riscoperta di elementi di particolare interesse: “È stato necessario ascoltare il Palazzo – ha spiegato mons. Gaiardi – e abbiamo riportato alla luce parti significative, tra cui una decorazione del caposcala che era rimasta celata e che, grazie anche all’Economato della Diocesi, è stata portata alla luce”.