Sviluppo rurale, finanziate 5 aziende agricole per realizzare 100 ettari di pioppeti
Cinque aziende agricole cremonesi ottengono 219.000 euro per pioppeti, contribuendo a un progetto regionale di 1,3 milioni per 490 ettari di nuovi impianti
Sono 5 le aziende agricole cremonesi finanziate nell’ambito dell’intervento SRD10 dello Sviluppo Rurale, per un totale di 219.000 euro, allo scopo di realizzare 100 ettari di nuovi pioppeti. A livello regionale complessivamente i finanziamenti vanno a 44 aziende, distribuite, oltre che nel Cremonese, tra i territori di Milano, Mantova, Pavia.
L’importo complessivo ammesso a contributo è pari a 1,3 milioni di euro, per la realizzazione di 490 ettari di nuovi pioppeti, una superficie pari a quasi 700 campi da calcio. Lo comunica l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi.
“Con questo intervento sosteniamo un comparto strategico come quello pioppicolo, che in Lombardia rappresenta un’eccellenza produttiva e ambientale” dichiara Beduschi. “Abbiamo scelto di finanziare tutte le domande ammesse, aumentando le risorse disponibili, perché crediamo in un modello di arboricoltura moderno, capace di coniugare reddito, sostenibilità e presidio del territorio”.
L’intervento SRD10 contribuisce agli obiettivi del Piano Strategico della Pac, sostenendo il reddito agricolo e la resilienza del settore, rafforzando la capacità di sequestro del carbonio e la mitigazione dei cambiamenti climatici, oltre a favorire la tutela della biodiversità e il miglioramento dei servizi ecosistemici. Con questo provvedimento la Lombardia consolida il proprio ruolo di prima regione pioppicola italiana, puntando su innovazione varietale, sostenibilità e competitività delle imprese.
“Investire in nuovi pioppeti significa dare prospettiva alle imprese e rafforzare una filiera che, oltre al valore economico, garantisce benefici concreti in termini ambientali e paesaggistici” continua Beduschi. “È una scelta coerente con la visione di Regione Lombardia: sostenere chi produce, valorizzando al tempo stesso il ruolo dell’agricoltura in una vera transizione ecologica”.