Cronaca

Il popolo di don Giuseppe Bettoni riunito a Cappella per l'ultimo saluto

Questa mattina i funerali, officiati dal vescovo Napolioni, del parroco che per 48 anni è stato punto di riferimento per la comunità

Il servizio di CR1. Immagini Gianpaolo Guarneri

Era attesa una folla e così è stato: tantissime persone sono arrivate questa mattina, anche da fuori provincia, nel piccolo paese di Cappella de’ Picenardi per l’ultimo saluto a don Giuseppe Bettoni, per 48 anni parroco del piccolo comune a ridosso della via Mantova, deceduto mercoledì all’età di 87 anni.

I funerali, officiati dal vescovo Napolioni, sono stati l’occasione per tanti di ritrovarsi nel ricordo di un sacerdote carismatico, da molti considerato come un padre. Originario di Bozzolo, battezzato da Don Primo Mazzolari di cui è stato chirichetto e a cui è stato accanto fino alla morte, don Bettoni aveva subito dato impulso al suo ministero a Cappella, tra l’altro contribuendo alla ristrutturazione della casa parrocchiale, impegnandosi in prima persona anche come manovale, attività che lo rendeva orgoglioso.

Ma è stato soprattutto punto di riferimento sicuro per la comunità, nonostante gli acciacchi dell’età e poi della malattia, senza mai tirarsi indietro nei compiti del proprio ministero, portato avanti con passione e decisione.

Uomo di preghiera e guida di alcuni gruppi carismatici, che lo hanno portato a celebrarare funzioni anche in centri distanti come Udine, spronava a vivere il Vangelo con una forte spiritualità che voleva si incarnasse anche in un impegno di tipo caritativo, con un’attenzione particolare per i poveri e gli stranieri, verso i quali egli stesso si è speso in prima persona.

In prima fila questa mattina nella chiesa di San Pancrazio, il sindaco di Cappella Raffaele Leni al quale era particoramente affezionato e con cui aveva collaborato in tante occasioni, la più significativa il passaggio della “Luce di Betlemme” dalla chiesa al Municipio la sera della Vigilia di Natale.

Don Bettoni risposa ora nel cimitero di Cappella de’ Picenardi.

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