Referendum, l'imparzialità del magistrato nell'incontro del Comitato per il No
Tanti i temi trattati a Spazio Comune tra Marco Pezzoni e il magistrato Federica Cerio
Democrazia, Costituzione, diritto e pace sono stati i temi al centro dell’incontro pubblico svoltosi a Spazio Comune, dal titolo “Dopo il referendum, quale futuro per l’Italia?”, in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
All’incontro hanno partecipato Marco Pezzoni, del Movimento Federalista Europeo, e Federica Cerio, Pubblico Ministero presso il Tribunale di Cremona.
L’iniziativa è stata promossa dal Comitato provinciale “Società civile per il No”, in collaborazione con il comitato “Giusto dire NO” dei Magistrati e con il Comitato provinciale “Avvocati per il No”.
Dopo l’introduzione di Marco Pezzoni, ha preso la parola Federica Cerio, che tra i tanti temi affrontati ha voluto soffermarsi soprattutto sull’imparzialità chiesta ai magistrati nell’esercizio della loro professione.
“Vorrei iniziare dicendo che questo è un referendum non necessario, in un contesto internazionale che ci chiede piuttosto di riflettere su conflitti e guerre. Tuttavia il governo ha scelto così e noi ci adeguiamo.
Come giuristi, prima di tutto siamo cittadini, ed è anche una delle ragioni che ci hanno portato a intervenire nel dibattito referendario.
L’articolo 104 della Costituzione afferma che il magistrato deve essere imparziale. Questo richiede però un grande sforzo anche nella vita personale, per evitare di esporsi. Prendiamo il caso della collega Albano, che ha partecipato a una manifestazione esprimendo i propri ideali ed è stata poi attaccata perché si temeva che questo suo pensiero potesse entrare in aula. Ma il magistrato è obbligato ad applicare la legge”.