Cronaca

Lotta alla leucemia: uova di Pasqua Ail in 35 piazze in provincia nel weekend

L'importanza della collaborazione tra l'associazione di volontariato e l'ospedale: AIL Cremona intende finanziare il restyling della sala d’attesa del Day Hospital di Ematologia del'ospedale cittadino

Il servizio di Andrea Colla per CR1
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Si è svolta nella Sala consiliare della Provincia di Cremona la presentazione della campagna “Uova di Pasqua AIL 2026”, promossa dalla sezione cremonese dell’AIL che si svolgerà il prossimo week end, dal 20 al 22 marzo in 35 piazze della provincia.

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Ad aprire l’incontro è stato il presidente della Provincia, Roberto Mariani, che ha sottolineato il valore territoriale dell’iniziativa: «Questa campagna rappresenta un momento importante di sensibilizzazione capillare su tutto il territorio provinciale, resa possibile grazie all’impegno dei volontari. Il sostegno alla ricerca e la vicinanza ai malati e alle loro famiglie trovano una risposta concreta e significativa da parte dei cittadini, segno di una comunità attenta e solidale».

La conferenza è stata moderata dal responsabile di AIL Cremona e vicepresidente di AIL nazionale, Giuseppe Navoni, che ha illustrato i contenuti della campagna, ricordando come nei giorni della manifestazione saranno 35 le piazze coinvolte. «Le uova di Pasqua – ha spiegato – sono un simbolo di speranza per i malati. Il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i pazienti e trasformare la solidarietà in cura concreta».

Navoni ha inoltre evidenziato la destinazione dei fondi raccolti: in particolare, nel 2026 AIL Cremona intende finanziare il restyling della sala d’attesa del Day Hospital di Ematologia dell’Ospedale Maggiore di Cremona e avviare un servizio strutturato di supporto psicologico rivolto a pazienti e familiari, sia all’interno sia all’esterno della struttura ospedaliera.

All’incontro hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni, della sanità e del volontariato. Il consigliere comunale di Cremona Giovanni Gagliardi ha ricordato come «la civiltà di un Paese si misuri anche dalla capacità di sostenere iniziative come questa», ribadendo il ruolo della Provincia come punto di riferimento per i Comuni e per la diffusione di progetti sociali sul territorio.

Il referente della Pastorale della Salute della Diocesi di Cremona, Don Maurizio Lucini, ha richiamato l’importanza di una cura integrale della persona, che tenga insieme dimensione fisica, psicologica e spirituale. Concetto condiviso anche dal direttore generale dell’ASST di Cremona, Ezio Belleri, che ha definito AIL «un valore aggiunto per una provincia estesa e complessa», sottolineando la rilevanza dei progetti dedicati all’accoglienza dei pazienti e al supporto psicologico.

Il direttore dell’Unità operativa di Ematologia, dottor Alfredo Molteni, ha ribadito come l’obiettivo sia «curare e guarire il malato nel suo complesso», evidenziando la stretta collaborazione tra reparto e associazione.

Tra i progetti presentati, particolare attenzione è stata dedicata al programma di assistenza psicologica per pazienti e caregiver, illustrato dalla dottoressa Gabriella Leggio e dalla dottoressa Marika Rossetti. Leggio ha evidenziato l’importanza di intercettare precocemente le situazioni di disagio, soprattutto quando la malattia coinvolge famiglie con minori, per ridurre nel tempo l’impatto traumatico della patologia. Rossetti ha inoltre presentato il progetto di formazione dei volontari, definiti da AIL «il cuore pulsante dell’associazione», sottolineando il valore di una presenza consapevole e preparata accanto ai pazienti e alle loro famiglie.

È stata anche presentata la collaborazione con AVIS. Il presidente provinciale, Cristiano Manfredini, ha ricordato la forza della rete territoriale composta da 52 sezioni comunali e oltre 16.600 tra donatori e volontari, sottolineando come «AIL e AVIS siano unite dal sangue per i malati», in una vera e propria catena di solidarietà.

 

 

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