Politica

Il Pd cittadino si schiera per il No. Galletti: "Preserviamo una giustizia autonoma"

"Non si può trasformare un referendum, strumento prezioso di democrazia diretta, in un plebiscito su riforme complesse, spesso tecniche, che richiederebbero un confronto ampio, approfondito e condiviso"

Roberto Galletti
Fill-1

In vista del prossimo referendum sulla giustizia, il Partito Democratico della città di Cremona si schiera apertamente per del NO, “nella convinzione che il tema in discussione tocchi l’equilibrio più delicato del nostro ordinamento: il rapporto tra potere politico, magistratura e diritti fondamentali dei cittadini”. In una lunga nota il segretario cittadino del Pd Roberto Galletti spiega le motivazioni.

La Costituzione non è un semplice regolamento di maggioranza: è il patto fondativo che tiene insieme la nostra comunità nazionale, tutela le minoranze garantisce che nessun potere possa prevalere sugli altri. Modificarne l’architettura, soprattutto in materia di giustizia, significa intervenire su un sistema fatto di contrappesi, garanzie e limiti al potere. Un’operazione del genere non può e non deve essere compiuta “a colpi di maggioranza”, sospinta dalla contingenza politica del momento o da logiche di schieramento.

“Il principio di separazione dei poteri, cardine dello Stato di diritto, richiede che la magistratura resti indipendente, autonoma e messa al riparo da pressioni dirette o indirette del potere politico. Ogni intervento che, anche solo potenzialmente, indebolisca queste garanzie o renda i magistrati più esposti alla maggioranza di turno, espone i cittadini al rischio di una giustizia meno libera, meno imparziale, meno coraggiosa nel difendere i diritti di tutti.

“Non si può trasformare un referendum, strumento prezioso di democrazia diretta, in un plebiscito su riforme complesse, spesso tecniche, che richiederebbero un confronto ampio, approfondito e condiviso. Una vera riforma della giustizia deve nascere da un clima di dialogo istituzionale, con un coinvolgimento plurale di forze politiche, operatori del diritto, accademia e società civile. Soprattutto, deve puntare a rafforzare l’efficienza del sistema senza compromettere le garanzie costituzionali conquistate in decenni di storia democratica.

“Il Partito Democratico di Cremona ritiene che dire NO a questo referendum significhi affermare un principio di metodo e di sostanza:
– il metodo secondo cui la Costituzione non si piega alle convenienze momentanee, non si modifica sull’onda di campagne emotive, non è terreno di scontro maggioranza–opposizione;
– la sostanza per cui la giustizia non può essere resa più “conveniente” per chi governa, ma deve restare fedele solo alla legge e alla Costituzione.
Invitiamo quindi cittadine e cittadini a riflettere sul valore profondo di questo voto: non un giudizio sull’operato di singoli magistrati o su singole vicende, ma una scelta sul modello di democrazia che vogliamo lasciare alle prossime generazioni. La nostra posizione a favore del NO nasce dalla volontà di preservare una giustizia autonoma, un equilibrio tra i poteri saldo e una Costituzione che non venga riscritta ogni volta che cambia la maggioranza parlamentare.
La Costituzione si difende, si applica, si migliora con riforme meditate e condivise, non la si stravolge a colpi di maggioranza”, conclude Galletti.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...