Pizzetti spegne gli entusiasmi della sinistra: "Sarebbe stata una giusta riforma"
L'ex parlamentare e voce autorevole del Pd guarda oltre il risultato del referendum costituzionale: "Mi auguro che il centrosinistra si attrezzi per l’alternativa di governo più di quanto fatto sin qui"
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“Il referendum è stato una contesa politica che, proprio come nel 2016, ha emarginato il merito. Il Governo ne esce sconfitto. Purtroppo esce indebolita anche l’opportunità, meglio il diritto, delle persone che entrano in un’aula di giustizia ad avere un processo più equo perché fondato su una più netta e dichiarata imparzialità dei giudici”. E’ il giudizio espresso a urne chiuse da Luciano Piazzetti, ex parlamentare del Partito Democratico e attuale presidente del Consiglio Comunale.
“La cosa che mi turba è l’inversione delle parti – continua Pizzetti -. Un centrodestra prevalentemente non libertario che, anche strumentalmente, promuove una riforma liberale e una sinistra libertaria che in passato ha sostenuto quei principi, opporvisi ora in nome della ragion politica.
“Io penso fosse una giusta riforma, certamente il Governo doveva accompagnarla con ben altra cura istituzionale e molta meno protervia. Al di là della contingenza, poiché i principi di quella riforma sono buoni, credo e spero che la sinistra libertaria li riprenderà cammin facendo. Per il resto, tra non molto ci saranno le elezioni politiche e, anche in forza dell’effetto politico referendario che con evidenza c’è, mi auguro che il centrosinistra si attrezzi per l’alternativa di governo più di quanto fatto sin qui.
“Per quanto riguarda la Lombardia”, conclude Pizzetti, “il risultato è in controtendenza rispetto al dato nazionale, unica regione insieme al Veneto.
Nella nostra provincia, dove la partecipazione è stata elevata, molto di più visto che il sì prevale in tutti i comuni e spesso di gran lunga. Anche su ciò sarà necessario riflettere politicamente bene da parte nostra, visti gli appuntamenti che ci attendono.”