Economia

Cremona, nel 2025 timido incremento delle esportazioni mentre vola l'import

L'analisi della Camera di Commercio di Pavia-Cremona-Mantova. A trainare l'export cremonese (+1,1% contro il 6,4% di Mantova) sono mezzi di trasporto, alimentari, prodotti chimici e metalli

L'interno di un'azienda
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Le esportazioni italiane, secondo i dati Istat, nel 2025 registrano una crescita complessiva in valore del +3,3% rispetto all’anno precedente. Questo risultato nazionale, pur in un contesto di flessione congiunturale nel quarto trimestre, è la sintesi di dinamiche territoriali eterogenee. Il Nord-ovest chiude l’anno con un incremento tendenziale del +2,3%, movimentando volumi per oltre 239 miliardi di euro, mitigando la lieve flessione (-0,5%) registrata nell’ultima parte dell’anno.

All’interno di questa macroarea, la Lombardia consolida la propria tenuta segnando una variazione congiunturale positiva dello 0,8%. Il sistema produttivo lombardo ha giocato un ruolo cruciale nel sostenere l’export nazionale, in particolare grazie al forte aumento delle vendite di articoli farmaceutici e chimico-medicinali. A livello territoriale emergono tuttavia andamenti fortemente polarizzati: se Varese si posiziona tra i principali traini nazionali per le vendite sui mercati esteri, Milano figura tra le province italiane con gli apporti negativi più ampi. È all’interno di questa complessa cornice macroeconomica regionale e nazionale che si inseriscono le specifiche dinamiche del nostro interscambio locale.

L’analisi delle dinamiche dell’interscambio commerciale per l’anno 2025, curata dal Servizio Promozione e Informazione Economica, evidenzia un quadro di generale consolidamento per il territorio di competenza della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia.

A livello aggregato, le esportazioni dell’area vasta registrano una crescita tendenziale del +3,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un volume complessivo di circa 19,8 miliardi di euro. Parallelamente, si osserva un incremento fisiologico anche sul fronte delle importazioni (+2,7%), che si attestano a 25,15 miliardi di euro. Tale dinamica determina un saldo della bilancia commerciale di segno negativo, pari a -5,37 miliardi di euro.

Scendendo nel dettaglio provinciale, il sistema produttivo locale dimostra una notevole resilienza, con tutti e tre i bacini territoriali che chiudono l’esercizio con variazioni tendenziali positive. Mantova si conferma il traino dell’aggregato con un brillante +6,4%, performance che le vale il quarto posto su scala regionale. Seguono Pavia (sesta a livello lombardo) e Cremona (nona), entrambe protagoniste di una ripresa misurata ma costante.
Questi risultati assumono ulteriore rilevanza strategica se inseriti nel più ampio scenario lombardo. Nonostante le flessioni registrate in province di peso come Milano, Lodi e Como, la media dell’export regionale si assesta saldamente in territorio positivo (+1,8%): un risultato di tenuta complessiva a cui il polo produttivo di Cremona-Mantova-Pavia ha contribuito in maniera determinante.

“I dati relativi all’intero anno 2025 confermano la tenuta complessiva delle esportazioni, nonostante l’attuale quadro macroeconomico globale complesso, segnato da incertezze geopolitiche e da difficoltà economiche globali” – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Gian Domenico Auricchio – “A livello territoriale, Mantova, Cremona e Pavia consolidano le proprie posizioni internazionali con una crescita trasversale delle esportazioni. Mentre Mantova si distingue per il maggior dinamismo e un solido avanzo, Pavia e Cremona registrano riprese dell’export più contenute, scontando una perdurante dipendenza strutturale dalle importazioni.

“L’incertezza internazionale continua a pesare sul commercio, con volatilità dei tassi di cambio e possibili ripercussioni dovute alle nuove escalation geopolitiche. In questo scenario, le imprese dovranno confermare l’impegno in innovazione, diversificazione dei mercati e miglioramento dell’efficienza, strumenti fondamentali per affrontare un panorama internazionale sempre più imprevedibile. È inoltre essenziale che le politiche pubbliche continuino a sostenere il sistema produttivo con misure stabili e mirate, capaci di rafforzare la resilienza delle imprese e di consentire loro di competere efficacemente sui mercati globali”.

FOCUS SU CREMONA: IMPORT +9,3%, EXPORT +1,1. LA PEGGIOR PERFORMANCE NELL’AGGREGATO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
Si chiude con volumi in espansione il 2025 per l’interscambio commerciale della provincia di Cremona, sebbene con dinamiche a due velocità che incidono sulla bilancia commerciale. Al 31 dicembre 2025, le esportazioni cremonesi hanno superato la quota di 6,1 miliardi di euro, registrando una ripresa del +1,1% rispetto all’anno precedente. Più marcata, invece, l’accelerazione sul fronte delle importazioni, che segnano un balzo del +9,3% toccando gli oltre 7,1 miliardi di euro. Questa forbice porta il saldo commerciale in territorio negativo, attestandosi a oltre -1.004 milioni di euro.

Analizzando i comparti produttivi, l’export cremonese trova la sua forza in settori strategici. Spiccano le ottime performance dei mezzi di trasporto, che mettono a segno un +14,5%, e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,8%). Positivi anche i segnali che arrivano dai prodotti chimici (+3,9%), dai metalli e prodotti in metallo (+2,1%) e dai prodotti in legno (+0,8%). Rallentano, di contro, i comparti legati alla tecnologia e ai macchinari: le esportazioni di apparecchi elettronici e ottici segnano un -11,1%, seguiti da apparecchi elettrici (-10,9%), macchinari (-9,3%) e dal settore tessile e abbigliamento (-5,6%).

Sul fronte delle importazioni, a trainare l’aumento complessivo è la forte domanda di materie prime e beni strumentali: balzano gli acquisti dall’estero di metalli (+22,2%), macchinari (+21,1%), articoli farmaceutici (+16,9%) e prodotti alimentari (+11,8%). In calo, invece, l’import di apparecchi elettrici (-11,8%), mezzi di trasporto (-7,7%) e articoli in gomma e plastica (-6,5%).

L’assetto geografico delle esportazioni cremonesi mostra una generale ripresa verso i principali partner continentali, con tassi di crescita a doppia cifra verso Romania (+15,3%), Spagna (+13,7%) e Paesi Bassi (+11,6%). Bene anche Regno Unito (+5,6%), Repubblica Ceca (+2,1%) e Polonia (+0,5%). Si registra, tuttavia, una contrazione fisiologica verso mercati storici come la Germania (-3,1%), la Francia (-0,9%) e il Belgio (-12,2%), a cui si aggiunge il segno meno degli Stati Uniti (-2,5%).

Guardando ai mercati di approvvigionamento, aumentano a doppia cifra le importazioni da Austria (+15,5%) e Francia (+14,5%), con crescite rilevanti anche da Belgio (+9,8%), Paesi Bassi e Spagna. Guardando fuori dall’Europa, si fa notare una consistente crescita dell’import dalla Cina e dalla Repubblica Democratica del Congo. In netta frenata, infine, gli acquisti dalla Polonia (-23,4%), dalla Germania (-2,6%), dalla Russia (-24,7%) e dagli Stati Uniti (-5,5%).

 

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