Giornata contro la tubercolosi: ASST Cremona potenzia diagnosi e prevenzione
Sul territorio nel 2025 diagnosticati 28 casi. ASST ha istituito un gruppo di lavoro dedicato
La tubercolosi può sembrare una malattia di altri tempi, ma purtroppo non è così.
In occasione della Giornata mondiale contro la tubercolosi – che si celebra il 24 marzo – l’ASST di Cremona richiama l’attenzione su una patologia infettiva spesso dimenticata, ma ancora oggi tra le principali cause di morte nel mondo per singolo agente infettivo.
Secondo l’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2024 sono stati notificati circa 10 milioni di nuovi casi di tubercolosi e circa 1,3 milioni di decessi, un trend stabile negli ultimi anni. Anche in Italia la malattia è presente: nel 2023 si sono registrati quasi 3.000 casi, con un’incidenza di 4,9 casi ogni 100.000 abitanti, in lieve aumento rispetto al periodo precedente, anche a causa dei ritardi diagnostici legati alla pandemia.
Nel territorio dell’ASST di Cremona, nel corso del 2025, sono stati diagnosticati 28 casi di tubercolosi.
La maggior parte ha riguardato soggetti di sesso maschile provenienti dall’estero, con un’età media di circa 40 anni, mentre nei pazienti italiani l’età media era di 60 anni. La forma più frequente è stata quella polmonare, ma si sono registrati anche casi più complessi, come meningite tubercolare e localizzazioni vertebrali e linfonodali. Tre i decessi correlati alla malattia.
Per rafforzare la risposta clinica e organizzativa, nel 2025 l’ASST di Cremona ha istituito un Gruppo di lavoro Tubercolosi (TB), coordinato da Chiara Fornabaio (infettivologa) e composto da professionisti di Malattie Infettive, Pneumologia, Microbiologia, Radiologia, Medicina Interna e Direzione Medica.
“La tubercolosi è una malattia antica, causata dal Mycobacterium tuberculosis, ma ancora attuale e insidiosa – spiega Fornabaio, coordinatrice del gruppo di lavoro aziendale -. Può rimanere latente per anni e manifestarsi anche a distanza di decenni, spesso con sintomi poco specifici che rendono la diagnosi più complessa. La trasmissione avviene per via respiratoria e colpisce soprattutto i soggetti più fragili, come immunodepressi, pazienti oncologici, diabetici, bambini piccoli o persone in condizioni di fragilità sociale“.
“Nonostante la sua diffusione, la tubercolosi è una malattia curabile: “Attraverso una terapia combinata di almeno sei mesi, si ottiene la guarigione in circa il 90% dei casi. Inoltre, oggi disponiamo anche di trattamenti preventivi per le persone esposte al batterio e a rischio di sviluppare la malattia”.
Obiettivo principale del gruppo è la definizione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato alla gestione della tubercolosi in ambito ospedaliero. A questo lavoro si affianca un gruppo di miglioramento che coinvolge anche Medicina del Lavoro, Servizio di Prevenzione e Protezione, Pronto Soccorso e Ufficio Qualità.
“Stiamo lavorando per standardizzare i percorsi, migliorare la tempestività diagnostica e rafforzare le misure di prevenzione e controllo – conclude la dottoressa -. Il PDTA sarà completato entro l’estate e rappresenterà uno strumento fondamentale per una presa in carico sempre più efficace e integrata”.