Daniela Santanché si è dimessa: fu eletta nell'uninominale di Cremona con il 52% di voti
"Sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri" ha detto: era stata eletta nel collegio di Cremona a settembre 2022, battendo Cottarelli
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Daniela Santanchè, dimessasi nel tardo pomeriggio di oggi, era stata eletta al Senato nelle ultime elezioni Politiche, a settembre 2022, facendo il pieno di voti nel collegio uninominale di Cremona, con il 52,17% contro il 27,3% del cremonese Carlo Cottarelli, candidato del centrosinistra.
Santanché era membro uscente del Senato essendo stata eletta sempre nel collegio uninominale di Cremona nelle Politiche del 2018. In quel caso aveva ottenuto il 48,12% dei voti che le avevano consentito di superare la candidata del centrosinistra Valentina Lombardi (23,19%) e del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli (22,23%).
Queste le parole con cui ha comunicato la decisione odierna. “Cara Giorgia”, si legge nella nota di Santanché “ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione.
“Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta.
“Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
“Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’Onorevole Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire «obbedisco» e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento”.
Martedì sera la nota della premier Giorgia Meloni in cui “auspicava” sensibilità istituzionale dalla sua ministra del Turismo affinché si dimettesse, quasi come una sfiducia pubblica a un ministro dal proprio presidente del Consiglio.
L’ultima visita in città era stata lo scorso novembre per le Fiere Zootecniche, ribadendo il forte legame personale e istituzionale con uno degli appuntamenti più rilevanti del settore agricolo e allevatoriale italiano.
“Non potevo mancare nemmeno quest’anno – aveva dichiarato – perché tengo molto a queste fiere e al rapporto costruito con il territorio. Le fiere sono importanti anche perché contribuiscono a incrementare i flussi turistici. Cremona sta vivendo una crescita significativa dal punto di vista turistico, anche grazie alla sua capacità di valorizzare tradizioni, eventi e prodotti tipici”.