La truffa delle carte Postepay: vittima raggirata, sette condanne
Gli imputati erano a processo per aver raggirato una donna in difficoltà economiche, costringendola ad effettuare numerosi versamenti di denaro
Avevano pubblicato su facebook un post riguardante la possibilità di erogazione di prestiti di denaro a cui aveva risposto una donna interessata ad ottenere un prestito di 50.000 euro. La donna, poi contattata su whatsapp per le trattative, era invece stata indotta, con il pretesto degli oneri amministrativi da pagare in anticipo, ad effettuare numerosi versamenti di denaro su diverse carte Postepay, per un totale di più di 11.000 euro.
A processo per truffa sono finiti in sette, cinque donne e due uomini, per fatti accaduti dal giugno 2019 all’aprile del 2020. Tutti sono stati condannati ad un anno di reclusione e a 200 euro di multa, pena sospesa condizionata al risarcimento del danno: il giudice ha disposto una provvisionale complessiva di 10.000 euro.
La vittima era “una persona con difficoltà economiche che è entrata in un circolo vizioso, continuando a fare una serie di ricariche in seguito alle richieste di denaro”, aveva detto il pm onorario nella sua requisitoria, al termine della quale aveva chiesto le condanne per tutti: da un minino di un anno e 300 euro di multa ad un massimo di un anno, otto mesi e 500 euro di multa per una delle imputate con la recidiva aggravata.
“Non ho mai ricevuto il bonifico delle somme richieste”, aveva sostenuto la vittima. “Le persone con cui ero in contatto prendevano tempo, dicendomi che a breve avrei ricevuto un assegno, e richiedendomi anche il versamento di somme di denaro che io ho effettuato in diverse tranches tramite ricariche Postepay.
Gli imputati erano stati identificati dalla titolarità delle varie carte Postepay. Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Guido Priori (oggi sostituito dal collega Davide Barbato), Paola Gerola e Paolo Vezzoni, una prova troppo debole per arrivare ad una condanna. “E’ necessario dimostrare che la persona che riceve l’accredito sulla propria carta sia anche quella che ha inviato il link per eseguire il pagamento”.
Entro 60 giorni sarà depositata la motivazione della sentenza di condanna.