Via Solferino diventa un museo a cielo aperto: inaugurata la mostra su Coppetti
La mostra diffusa rievoca l'eredità di Mario Coppetti, portando le sue sculture nelle vetrine dei negozi e restituendo vita all'artista nella sua città
Inaugurata la mostra diffusa dal titolo Incontrarsi per strada. Mario Coppetti in via Solferino, progetto che ha portato le opere del grande scultore cremonese nel cuore vivo della città, tra le vetrine dei negozi e il tessuto quotidiano della vita urbana.
L’iniziativa punta a restituire simbolicamente l’artista a uno dei luoghi a lui più cari, una delle strade storiche della città, che per lui era uno spazio di relazione, incontro e osservazione, animato dalle persone, dalle botteghe e dalle voci della città. Un modo per portare la sua arte al di fuori degli spazi museali tradizionali, reinserendola nei contesti che l’hanno ispirata.
“Abbiamo voluto ricordare la figura dell’artista e dello scultore, anche perché stiamo andando verso il 26 aprile, che è il giorno nel quale ricorre la sua scomparsa” ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Cremona, Rodolfo Bona, che ha ideato l’evento. “Si è quindi pensato a una mostra diffusa, in una strada molto amata e molto frequentata da Mario Coppetti”.
L’esposizione si snoda “nelle vetrine di alcuni negozi, un po’ come se Mario Coppetti ritornasse in questa arteria importante di Cremona, un’arteria storica, ma anche votata al commercio”.
A otto anni dalla sua scomparsa, Coppetti torna così idealmente a percorrere quella strada, attraverso una selezione significativa delle sue opere, esposte nelle vetrine e offerte allo sguardo dei passanti. Esse raccontano i principali nuclei tematici della sua produzione: gli animali, i cavalli, le ballerine, i nudi e i torsi, fino all’autoritratto, esposto simbolicamente nello store della Cremonese, con una sciarpa grigiorossa al collo. Temi attraversati da una costante ricerca sulla forma, sul movimento e sulla relazione tra corpo e spazio.
“Con questa esposizione abbiamo riportato mio padre lungo questa strada, come se, attraverso le sue opere, lo rivedessimo lungo le vie della città che amava” racconta la figlia, Silvia Coppetti, presidente dell’omonima Fondazione. “E il suo ritratto è collocato nel negozio della Cremonese, che all’epoca non c’era, perché lui era un grandissimo tifoso della squadra cittadina. Quello è il suo posto”.