Cronaca

Cura del verde e nuove esperienze: a Sospiro i ragazzi dello Stanga aiutano i volontari

Protagonisti, a rotazione, diversi studenti dell'istituto agrario cittadino. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con il gruppo "El Muròon"

Il progetto al "Bosco tipico Padano" di Sospiro
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Chi mette a dimora nuove piantine, chi libera gli alberi dall’edera, chi invece, con l’aiuto di docenti e volontari, sminuzza rami secchi.
È stata una mattinata di lavoro, alcuni giorni fa, nel bosco tipico padano di Sospiro per una quindicina di studenti dell’Istituto Professionale Agrario Stanga di via Palestro, a Cremona.
L’iniziativa, organizzata con cadenza settimanale, è promossa dalla scuola cremonese in collaborazione con il “Gruppo ecologico El Muròon”, guidato dal presidente Lino Fiorini.

Il progetto, avviato lo scorso settembre, ha un duplice obiettivo: da una parte affiancare i volontari nella cura del verde pubblico, dall’altra offrire agli studenti l’opportunità di confrontarsi con nuovi ambiti e attività sul campo.

“Siamo qui insieme ai ragazzi – spiega Carlo Lucarini, insegnante tecnico-pratico dello Stanga – per aiutare l’associazione El Muròon a portare avanti questo progetto. Ogni volta che veniamo svolgiamo lavori di gestione del verde, pulizia del sottobosco e nuove piantumazioni”.
Soddisfatto anche Lino Fiorini: “Avere qui gli studenti dello Stanga è molto utile, perché c’è davvero tanto da fare. Il bosco tipico padano ha ormai più di trent’anni e richiede molta manutenzione. Questi ragazzi ci danno una mano concreta in attività che sono importanti”.

Dopo gli anni di stop dovuti alla pandemia, l’iniziativa ha ritrovato nuovo slancio. Ogni settimana partecipano gruppi diversi di ragazze e ragazzi delle classi terze, quarte e quinte dell’istituto.
Al centro del lavoro c’è la cura dell’ambiente autoctono della Bassa Padana.
“Il progetto – prosegue Lucarini – continuerà finché l’associazione ne avrà bisogno. Noi siamo pienamente disponibili a dare una mano, anche perché è un’attività che ai ragazzi piace“.
“Come istituto professionale – conclude il docente – cerchiamo di incentivare la manualità e di offrire quante più esperienze possibili sul campo. È un modo per ampliare le competenze degli studenti, portandoli anche oltre i tradizionali ambiti agricoli“.

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