Tomba profanata a Persichello, il Sindaco: "Una atto gravissimo, paese rimasto colpito"
Nel frattempo le indagini sono in corso per trovare i responsabili
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Una comunità attonita, un atto impensabile, un gesto per il quale tutti si augurano vengano presto trovati i responsabili.
E’ un clima teso quello che si respira a Persico Dosimo, dopo la scoperta della profanazione di una tomba nel cimitero di Persichello. L’episodio risale a un paio di giorni fa, quando gli addetti del camposanto hanno trovato la lapide di una donna – deceduta nel 1998 – completamente distrutta.
Gli ignoti responsabili avrebbero scavato per raggiungere i resti, che poi sono stati ammassati in una carriola e dati alle fiamme. Un gesto che ha scosso profondamente l’intera comunità e lo stesso sindaco, Giuseppe Bignardi.
“È un atto gravissimo – afferma il primo cittadino –. Tutto il paese è rimasto colpito. Questo episodio ha gettato nello sconforto molti di noi, perché il cimitero è un luogo di riflessione, di memoria per chi ci ha preceduti. Schernire in modo così macabro e assurdo la memoria dei nostri cari è qualcosa di privo di senso, di una gravità senza eguali”.
Bignardi, rientrato da un viaggio all’estero, ha voluto ringraziare chi nelle prime ore si è attivato per accertare la situazione: “Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla vicesindaca Enrica Guarneri, al segretario comunale Alessia Badiglioni, alla sindaca del Comune vicino e amico, Chiara Uggieri, e naturalmente alle forze dell’ordine”.
E a tal proposito, sarà ora compito dei carabinieri stabilire se si sia trattato di una bravata o di qualcosa di più inquietante; le indagini del nucleo investigativo sono in corso. Intanto, nei prossimi giorni, il sacerdote don Livio Lodigiani celebrerà una “messa di riparazione”.
In paese non si parla d’altro: i residenti sono turbati e increduli.
“Mi auguro – conclude il sindaco – che le indagini possano chiarire cosa sia realmente accaduto e quali siano le motivazioni alla base di questo gesto. È un fatto che ci ha lasciato tutti con l’amaro in bocca”.