"Un uomo libero nel senso più bello": San Bernardo si stringe attorno a "Cimo"
Questa mattina il funerale di Simone Bacchiega, morto il 25 marzo durante un'esercitazione con paracadute in Sardegna, davanti a una folla di amici arrivati anche da fuori Cremona
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Tanti gli amici arrivati anche da fuori provincia nella parrocchiale di san Bernardo, questa mattina, per rendere l’estremo saluto a Simone Bacchiega, il paracadutista morto mercoledì scorso durante un’esercitazione di volo al campo di Serdiana, in Sardegna, dove si era recato in compagnia di amici, tutti appassionati di questo sport. Hanno accolto in silenzio l’arrivo di “Cimo” da Viadana, dove era stata allestita la camera ardente, per poi accompagnarlo in una chiesa colma di dolore e ancora incredula, come ha detto anche il celebrante, don Vilmo Realini, affiancato da Don Piergiorgio e da don Giuliano che aveva conosciuto Simone durante la sua infanzia a Casalmaggiore, dove era nato prima di trasferirsi a Cremona.

“Siamo smarriti e increduli, con il cuore gonfio di lacrime”, ha detto don Vilmo nell’omelia, “faccio fatica a trovare le parole giuste per condividere il vostro dolore”, parlando poi dell’assurdità di una morte improvvisa causata da un imprevisto, che ha tolto la vita a “un uomo libero nel senso più vero e più bello”. Una persona entusiasta della vita, che viveva con passione, come dimostrano gli sport che praticava, boxe e appunto paracadutismo, ma anche patito per il calcio e per la Cremonese in particolare.
Non solo, Cimo era anche un padre affettuoso: “In tanti mi hanno testimonato la sua gioia di essere papà, voleva la felicità di Camilla e Nicolò”, ha aggiunto il sacerdote rivolgendosi ai due ragazzi. “Dovete essere fieri di lui, state sicuri che vi sarà sempre vicino”.
Una morte “assurda quando si hanno ancora tanti progetti”, a cui solo la fede può cercare di dare una spiegazione e offrire conforto: “Per noi cristiani la morte non è l’ultima parola ma la penultima“, ha concluso don Vilmo, rivolgendo un pensiero particolare alla sorella e alla madre, che hanno poi vinto l’angosia per la perdita, prendendo la parola per un toccante ricordo del loro caro.
Simone è stato poi trasferito al cimitero di Cremona.