Cronaca

Omicidio di Crema: "Atto scellerato" che il minore non si spiega. Le scuse ai genitori di Hamza

Il giovane, in lacrime davanti al giudice, ha ricostruito i fatti, ma resta il giallo sul movente. I due ragazzi erano amici, ma poi i rapporti si sono incrinati

Il luogo dell'omicidio
Fill-1

Non si sa dare ancora una ragione per quello che ha fatto, non se lo spiega. In lacrime, ha chiesto perdono ai genitori del povero Hamza e anche alla sua famiglia“. Così l’avvocato Vincenzo Giorgio Cotroneo, del Foro di Milano, il legale del 17enne marocchino accusato di aver ucciso, la sera di Pasquetta, in via Brescia a Crema, nella zona di San Bernardino, il 20enne egiziano Hamza Salama, colpito per strada a sprangate e poi finito a coltellate.

Per il 17enne, comparso questa mattina a Brescia, il giudice del tribunale per i minorenni di Brescia ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare nel carcere minorile Beccaria di Milano. Davanti al gip, il giovane ha risposto a tutte le domande, ricostruendo i fatti e i suoi spostamenti, anche se c’è buio su alcuni momenti. Il minore è accusato anche di rapina per aver spintonato un ciclista di passaggio e avergli rubato la bici per fuggire, ma su questo episodio il ragazzo ha detto di non ricordarsi nulla.

La vittima del delitto

E’ stato un atto scellerato che il mio assistito non si spiega“, ha riferito l’avvocato difensore, che ha sostenuto di aver ricevuto molte telefonate da parte di cittadini di Crema che conoscono il minore, che frequenta l’oratorio e che gioca a calcio, e che si sono detti increduli che sia stato proprio lui a commettere un gesto così grave. “Ho ricevuto tante chiamate anche di ex compagni di scuola del giovane che assisto”, ha detto il legale.

Sul movente resta il giallo. Nelle ore successive al delitto si era fatta strada l’ipotesi di un regolamento di conti, forse per questioni di droga. “I due ragazzi”, si è limitato a dire l’avvocato”, avevano rapporti amicali che poi però si sono incrinati“. “Ora”, ha spiegato l’avvocato, “bisognerà lavorare insieme agli educatori perchè venga predisposto un programma di recupero per questo ragazzo così giovane”.

Il diciassettenne era stato rintracciato dai carabinieri poche ore dopo il delitto. Era a Sergnano a casa del fratello. Gli inquirenti erano arrivati a lui grazie alla visione delle immagini delle telecamere e ai testimoni. Quella sera i due ragazzi, che vivevano entrambi nelle palazzine popolari di via Vittorio Veneto, si erano già visti alle 21,30 al parco Margherita Hack, dove, dopo un’accesa discussione, si erano affrontati a calci e pugni. Con loro ci sarebbero stati altri due ragazzi, armati di mazze da baseball.

Dopo un’ora, Hamza si era ritrovato in via Brescia faccia a faccia con il minorenne che gli aveva sferrato i colpi mortali, lasciandolo a terra esanime. Subito soccorso, Hamza era stato portato in ospedale a Crema, dove purtroppo è deceduto. Ieri, in una strada di un quartiere periferico della città, i carabinieri hanno trovato il coltello con cui è stato ucciso l’egiziano, mentre non è stata ancora trovata traccia della spranga con la quale il minore avrebbe colpito ripetutamente la vittima.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...