Cronaca

Anziana docente accusata di stalking ai suoi ex inquilini: "Si è solo difesa"

Ultime battute del processo: tra i testimoni della difesa sentiti, lo psicologo Ramazzotti, che ha parlato di "reazioni difensive" da parte dell'imputata

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Ultimi testimoni del processo per stalking condominiale che vede sotto accusa Giuliana, 83 anni, residente in via Cadolini a Cremona. L’anziana avrebbe molestato e minacciato un’intera famiglia, il marito Renato, la moglie Veneranda e la figlia, a cui aveva dato in locazione un alloggio adiacente alla sua abitazione. Contro il nucleo familiare, la donna avrebbe messo in atto una serie di comportamenti persecutori, insulti compresi.

Nei confronti dei vicini, da 22 anni residenti a Cremona ma nativi di Bari, in diverse occasioni avrebbe pronunciato frasi quali “meridionali di m…”, “meglio affittare ai cinesi”, e contro la vicina: “lavi sempre perchè hai i pidocchi”, spruzzandole sul corpo e sul viso del detersivo, dicendole: “ti disinfetto io”.

Varie volte l’imputata si sarebbe anche introdotta nell’abitazione delle presunte vittime, sfruttando l’ingresso nella casa di alcuni operai, lamentandosi di come fosse tenuto l’alloggio, sostenendo che sarebbe stato meglio affittarlo a dei romeni o regalarlo e che loro non erano degni di abitarci. “Andatevene al sud, che magari con i vostri simili vi capite”, avrebbe detto ancora. E poi, rivolta al capofamiglia: “lei è un dittatore come Putin”.

L’avvocato Curatti

Con me la signora Giuliana si è sempre rivolta con gentilezza. So che aveva chiesto di non stendere il bucato di giorno per non creare problemi alle attività commerciali e agli studi del piano di sotto, ma i signori non hanno rispettato la sua richiesta“. Lo ha detto una vicina, testimone chiamata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Curatti. “Di insulti o minacce non ne ho sentiti. Ci sono stati toni alti da entrambe le parti“. C’erano “liti, discussioni e battibecchi”, ha raccontato a sua volta un’altra testimone. “Si sentivano delle urla da parte della famiglia, ma non si riusciva a capire cosa dicevano”.

Nell’ottobre dell’anno scorso, Giuliana, ex insegnante di inglese delle superiori, figlia di una generazione abituata alle regole, si era difesa, sostenendo di aver sempre cercato di creare rapporti pacifici e sereni. “Li ho trattati come gli altri inquilini, ma comunicare con quelle persone era sempre più difficile. Non li ho neanche mai chiamati terroni. Non è nelle mie corde. Semmai meridionali, ma era così… non hanno il senso dell’umorismo, hanno travisato tutto“.

“Loro facevano la lavatrice cinque volte al giorno“, si era difesa l’imputata. “Lasciavano stesa la biancheria anche quando era asciutta e si sentiva l’odore del detersivo puzzolente. Non riuscivo a tenere aperte le finestre. Li sollecitavo a ritirare il bucato, ma mi ignoravano completamente. Non erano mai disponibili, non c’era la volontà di collaborare“.

L’imputata è anche accusata di lesioni nei confronti di Veneranda, in quanto, il primo luglio del 2022 l’avrebbe spintonata facendola cadere a terra e poi tirandole i capelli per tentare di chiudere il portone del condominio, provocandole lesioni guaribili in sei giorni.

L’avvocato Carletti

In merito, Giuliana, che aveva sostenuto di essere stata in cortile a fare le pulizie, aveva riferito di aver visto Veneranda lasciare il piede all’interno del portoncino e buttarsi a terra, chiedendo aiuto e dicendo che lei l’aveva aggredita.

Oggi in aula è stato sentito come testimone anche Massimo Ramazzotti, psicologo, che aveva effettuato visite domiciliari e incontri in studio con l’imputata. Il professionista ha parlato di una donna dalla personalità “ben quadrata”, una donna “che vede nella sua casa tutta la sua storia“. Le reazioni di Giuliana verso il nucleo familiare , secondo Ramazzotti, sarebbero state “di natura difensiva”.

Qui si parla di una persona di 80 anni che ha fatto il liceo Manin e che è inquadrata alla tradizione, alle regole e all’educazione“, ha commentato al termine dell’udienza l’avvocato Curatti. “Si è sentita attaccata, quasi mobbizzata, spiazzata da tutta questa vicenda. Proprio perchè non ha strumenti relazionali per poter reagire. Si è vista inseguita con forte insistenza dalla giornalista di una trasmissione nazionale; da parte della famiglia è stata mandata addirittura una lettera al sindaco di Bari parlando di razzismo. La mia assistita non era preparata a una cosa del genere, e ha reagito come ha potuto“.

Un’ultima testimone sarà sentita il prossimo 2 ottobre, poi si passerà alle conclusioni.

Nel processo, la coppia e la figlia si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Paolo Carletti.

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