Si ferisce durante un furto in abitazione: incastrato da una macchia di sangue
A processo è finito un 53enne sloveno che nel novembre del 2022 si era intrufolato in una villetta di Cremona per rubare. Identificato dagli esami del Ris
Era stato individuato grazie all’esame del Dna come l’autore di un furto in casa messo a segno il 30 novembre del 2022 in una villetta alla periferia di Cremona. A processo per furto c’è un 53enne sloveno, ma l’uomo risulta irreperibile da un anno e dunque non è a conoscenza dell’avvio del procedimento a suo carico. Il giudice ne ha disposto le ricerche e nel frattempo ha aggiornato l’udienza al prossimo 6 luglio.
Quando aveva cercato di entrare in casa, il ladro si era ferito. Le tracce ematiche che aveva lasciato erano state esaminate dai carabinieri del Ris, ed era emerso il suo nominativo. Per introdursi all’interno dell’abitazione aveva danneggiato la porta finestra, e una volta dentro si era impossessato di due catenine d’oro del valore complessivo di 400 euro.
Il furto era stato messo a segno mentre la proprietaria era assente. Ai carabinieri, la donna, 69 anni, aveva spiegato di essere uscita verso le 13,30 per effettuare delle commissioni. Verso le 20,30, al suo ritorno, era entrata attraverso la porta del garage per poi salire al piano superiore. Una volta in cucina si era accorta che la televisione era a terra e che la porta finestra della cucina era aperta, nonostante si ricordasse di averla chiusa a chiave.
Per terra c’erano dei vetri e un foro di grosse dimensioni vicino alla maniglia di apertura. A quel punto la donna, terrorizzata dal fatto che i ladri potessero essere ancora in casa, aveva chiamato subito i carabinieri. Al loro arrivo, i militari avevano effettuato un sopralluogo e nel frattempo la padrona di casa si era accorta che la tenda della porta finestra era intrisa di sangue. Il materiale ematico era stato successivamente prelevato ed inviato al Ris.
Le indagini avevano portato all’identità dell’autore del furto. L’imputato è difeso d’ufficio dall’avvocato Paolo Vezzoni. Il 6 luglio la padrona di casa, parte offesa nel procedimento, sarà chiamata a testimoniare.