Meno 20% di emissioni in tre anni: il Politecnico lancia il nuovo piano per la sostenibilità
Il documento è stato presentato nell'aula magna del Polo cremonese di via Bissolati. Presente, insieme a Luciano Baresi, anche il Vicerettore Alessandro Perego
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Non solo confermare e fare tesoro dei traguardi raggiunti, ma alzare ulteriormente l’asticella verso un’università sempre più sostenibile.
Sono questi alcuni dei focus del nuovo Piano triennale per la sostenibilità del Politecnico di Milano, presentato nell’Aula Magna Maffezzoni del Polo di Cremona.
Numerosi gli obiettivi fissati da qui al 2028, dalla riduzione delle emissioni di CO₂ a un’ulteriore attenzione all’accessibilità degli spazi.
Presente all’incontro anche il vicerettore del Politecnico di Milano con delega allo sviluppo sostenibile, Alessandro Perego.
“Confermiamo il nostro impegno sulla sostenibilità – spiega il vicerettore –: è una sfida di lungo periodo. Non ci interessano le mode, ma lavorare in modo serio e strutturato. Confermiamo quindi gli obiettivi, a partire dalla riduzione delle emissioni di CO₂: meno 30% nel triennio appena concluso e un ulteriore meno 20% nel prossimo. A questo si affiancano interventi su mobilità sostenibile, economia circolare e altri ambiti chiave”.
“Non solo: si prosegue anche gli impegni sulla responsabilità sociale – prosegue – che significa lavorare insieme al terzo settore e nei territori più fragili, cercando di integrare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale”.
“Il lavoro sulle persone è centrale – aggiunge –: vuol dire dedicare grande attenzione al supporto alla disabilità e al disagio psicologico, al diritto allo studio, in particolare attraverso l’aumento di residenze e posti alloggio. Significa intervenire sull’accessibilità degli spazi e integrare la sostenibilità nella didattica e nella ricerca. Per il Politecnico di Milano è fondamentale che la sostenibilità sia pervasiva di tutte le missioni dell’Ateneo”.

Grande attenzione, nel nuovo Piano triennale, è dedicata alle persone: ai docenti, ma soprattutto agli studenti.
“Per noi è imprescindibile il coinvolgimento attivo dei giovani – sottolinea Perego –: sono una componente fondamentale della missione educativa del Politecnico. Osserviamo già molti segnali positivi, ma è importante renderli più stabili e consolidarli nel tempo”.
Perego conosce bene Cremona, dove ha insegnato per oltre dieci anni. Per lui, però, si è trattato della prima visita nella nuova sede di via Bissolati: un polo all’avanguardia e, appunto, orientato alla sostenibilità.
“Ne sono molto orgoglioso: è una sede bellissima e già dall’arrivo trasmette un’idea di sostenibilità, dal verde alla pavimentazione, fino agli interventi di impermeabilizzazione. È fondamentale che i nostri spazi vadano in questa direzione e invertano le logiche del passato. Ma la sostenibilità non può fermarsi a ciò che è visibile: deve cambiare i comportamenti, il modo di agire, di insegnare e di fare ricerca“.
“In un territorio come questo – conclude – così fortemente legato all’agricoltura, temi come l’agrivoltaico, l’economia circolare e la valorizzazione dei rifiuti agricoli rappresentano solo alcuni esempi, ma sono questioni sostanziali e strategiche per il futuro“.



