Carcere: sovraffollamento, sporcizia e degrado. "Qui la detenzione è solo sofferenza"
"Condizioni non rispettose della dignità umana". E' quanto è stato riscontrato nella visita a Cà del Ferro dalla Camera penale e da "Nessuno Tocchi Caino"
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“Una situazione critica: il problema del sovraffollamento affligge tutte le carceri italiane, e Cremona non è da meno. Qui abbiamo una percentuale del 150%, e le istituzioni non hanno risposte concrete per risolvere la questione”. E’ quanto dichiarato dall’avvocato Raffaella Buondonno, della Camera penale di Cremona e Crema “Sandro Bocchi”, che questa mattina, insieme alla presidente Micol Parati, ad altri colleghi e ai rappresentanti dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”, hanno visitato il carcere di Cremona per poi organizzare nel pomeriggio un momento di confronto nelle sale di palazzo comunale.
“Il nostro obiettivo”, ha spiegato l’avvocato Buondonno, che ha moderato il convegno, “è quello di portare il tema del carcere all’attenzione di tutti, perchè non è un problema di nicchia, ma riguarda i diritti fondamentali della persona“.
All’incontro in Comune hanno preso parte anche Alessio Romanelli, presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona, Stefania Colombi, presidente dell’associazione Giovani avvocati di Cremona, Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti, Giulia Antonicelli e Marina Della Giovanna, assessore ai Servizi sociali.
“Una situazione drammatica”, ha rilanciato Rita Bernardini, di “Nessuno Tocchi Caino”, “perchè il sovraffollamento, unito alla carenza di personale, sia di polizia penitenziaria, che di educatori, psicologi, criminologi, fa in modo che la detenzione sia solo sofferenza. Le iniziative che pure il carcere cerca di prendere per migliorare la condizione dei detenuti non sopperiscono il problema. Il 70, 80% dei reclusi ha problemi di dipendenza patologica da sostanze stupefacenti, ci sono diversi casi psichiatrici, e abbiamo trovato anche il degrado della struttura.

Nelle celle singole dell’infermeria, che ha poco a vedere con una struttura sanitaria, abbiamo trovato non solo le cimici che ci hanno fatto vedere i detenuti, ma stanze singole con tre letti nella sporcizia e nel degrado. Lo stesso abbiamo trovato nella sezione dove dovrebbero andare i detenuti che hanno provocato problemi di ordine pubblico, di sicurezza, ma ci sono anche detenuti ‘normali’ che paradossalmente preferiscono stare lì perchè in sezione c’è ancora più confusione”.
Le soluzioni, per Bernardini, ci sono: “ad esempio la liberazione anticipata speciale, e cioè uno sconto di pena già previsto, ma rafforzato per quei detenuti che in carcere si comportano bene. Oggi noi ne abbiamo trovati tantissimi che sono vicini al fine pena. Questo significherebbe aiutare gli altri, nei confronti dei quali lo Stato potrebbe avere una maggiore attenzione. C’è anche una proposta di indulto accompagnato, che è partita dal Giubileo dei detenuti. Questo indulto consente una uscita senza pericolosità sociale, risolvendo in questo modo i problemi che si hanno a monte”.
“E’ una situazione che va peggiorando“, ha commentato a sua volta la presidente della Camera penale di Cremona Micol Parati, “è una situazione di sovraffollamento che è davvero ingestibile. Bisogna cambiare rotta, sia dal punto di vista delle scelte generali nazionali, e quindi basta introdurre nuovi reati, basta aggravare le pene esistenti, perchè comporta una carcerazione maggiore, e poi bisogna puntare sulle misure alternative alla detenzione, che sappiamo essere efficaci, ce lo dicono i dati.

Anche a livello territoriale, gli enti, le associazioni, ma anche i privati, devono pensare che il carcere è una parte integrante del nostro territorio, e tutti ci dobbiamo impegnare affinchè diventi un punto che la comunità riconosce. Tutti ci dobbiamo dare da fare, perhè una persona risocializzata è una persona che non creerà problemi alla comunità, è una persona che ha fatto un percorso in modo adeguato. In caso contrario avremo delle persone potenzialmente pericolose. I dati parlano chiaro, basta andare a verificare i dati del Ministero e guardare la differenza di recidiva tra chi sconta interamente in carcere e chi la sconta in tutta o in parte in misura alternativa”.
Per Stefania Colombi, presidente dell’associazione Giovani avvocati di Cremona, “si cerca di migliorare la condizione del detenuto come essere umano. Nel 2022 Aiga ha redatto il libro bianco, e ora lo stiamo aggiornando. E’ un libro che l’associazione ha creato per sottolineare l’importanza delle pene sostitutive alla detenzione“.
Le complessità e le criticità in cui versa il carcere di Cremona sono state sottolineate anche dall’assessore Marina Della Giovanna: “Abbiamo rafforzato il lavoro del Tavolo permanente interistituzionale, allargandolo a tutto l’ufficio di esecuzione penale che ha in carico un migliaio di persone su tutto il territorio della provincia. Abbiamo messo a fuoco con tutti i componenti quelle che sono le priorità di azione, e quindi proseguiamo con il lavoro di tutti i progetti di cui l’assessorato alle Politiche sociali è capofila per il Comune e che mette insieme un parternariato molto ampio su tutta la provincia, pubblico e privato. Molte di queste attività riguardano la casa circondariale. Sugli inserimenti lavorativi ci siamo spesi di più anche con il mondo produttivo, facendo degli incontri, anche se abbiamo qualche difficoltà nell’individuazione dei profili internamente al carcere“.