Cronaca

"A piedi nudi nel parco", che soddisfazione! Si chiude un festival da tutto esaurito

La rassegna ha visto in scena al parco di Porta Mosa di Cremona spettacoli, laboratori e tavole rotonde per oltre due settimana. Oltre 10 mila gli spettatori

"A piedi nudi nel Parco", la prima edizione
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Migliaia di piccoli spettatori, due settimane di eventi completamente gratuiti e sempre sold out, per un progetto che ha il sapore della rinascita.
Con l’ultimo spettacolo di domenica pomeriggio si è chiuso il sipario sul tendone da circo allestito al Parco di Porta Mosa per la prima edizione di “A piedi nudi nel parco”, l’iniziativa avviata lo scorso 10 aprile grazie alla Compagnia dei Piccoli, ad Anci e al Comune di Cremona.

Un cartellone particolarmente ricco, pensato per le famiglie, ha animato l’area per oltre due settimane: 18 spettacoli teatrali, 6 eventi culturali, 5 serate musicali e 6 laboratori, trasformando il parco in un punto di incontro vivo e partecipato.
Una scommessa vinta, come confermano gli organizzatori.

“È stato un viaggio bellissimo e intenso – racconta Mattia Cabrini, attore, regista e direttore artistico della Compagnia dei Piccoli –. Abbiamo gli occhi pieni di bellezza e i polmoni pieni di lacrime per tutto ciò che abbiamo vissuto in questi giorni. Dal 10 al 26 aprile, tra attività, laboratori, spettacoli e tavole rotonde, abbiamo incontrato oltre 10mila spettatori“.
Tutti gli eventi hanno registrato il tutto esaurito. “È vero, il tendone aveva 300 posti e gli spettacoli erano gratuiti, ma nulla è scontato – prosegue Cabrini –. Proprio la gratuità ha permesso alle persone di affezionarsi a questo luogo e al linguaggio del teatro. Un teatro che parla dentro lo chapiteau ma anche fuori, perché il parco è stato sempre vivo: bambini, ragazzi, famiglie, adolescenti, giovani e adulti, insieme dalla mattina alla sera, semplicemente per stare, parlare e pensare“.

Il festival ha rappresentato anche un’importante occasione di rigenerazione urbana per l’area dei bastioni di Porta Mosa, resa accogliente e animata grazie al lavoro di una fitta rete di volontari.
“La sorpresa più grande – spiega Cabrini – è stata la risposta della città: oltre 50 volontari, molti giovani, numerose associazioni coinvolte. Una rete bellissima che, con il supporto del Comune di Cremona, ha reso vivo questo spazio. Più delle attività in sé, è stata la presenza a fare la differenza: sapere che c’è qualcuno da incontrare, che presidia, cura e anima il luogo“.

Numeri importanti, forse persino superiori alle aspettative.
Non ce lo aspettavamo davvero – ammette Cabrini –. È stato uno stupore continuo, lo stesso delle persone che, entrando dal cancello, scoprivano un parco colorato e questo chapiteau che ora spegne le sue luci, ma che resterà nella memoria e nel cuore di molti cremonesi“.

E sul futuro, l’orizzonte resta aperto: “Lo speriamo, ma è tutto da costruire. Non siamo partiti con l’idea di creare una rassegna seriale, volevamo fare un festival fatto bene. Con questa squadra e questi numeri, l’invito ad andare avanti c’è. Vedremo come”.

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