Illuminazione pubblica, i ritardi nella nuova gara sotto la lente della Vigilanza
Il 28 febbraio scadeva il contratto con Edison; il 26 il Comune ha pubblicato il bando di gara. Ceraso: "Non c'erano motivi per legittimare la proroga tecnica". L'Amministrazione: "Necessità di approfondire un'istruttoria complessa"
Leggi anche:
Si è parlato della legittimità della proroga della convenzione con Edison per l’illuminazione pubblica a Cremona nella commissione di Vigilanza di mercoledì pomeriggio, richiesta da Maria Vittoria Ceraso, una convenzione scaduta alla fine di Febbraio ma prorogata di 10 mesi per dar modo al Comune di concludere la procedura di gara avviata soltanto due giorni prima della scadenza, il 26 febbraio.
Molti i dubbi sull’opportunità di questo slittamento secondo la consigliera di minoranza, a cominciare dalle basi giuridiche di una “proroga tecnica”, che “può essere disposta nei casi in cui, per ragioni obiettivamente non dipendenti dall’Amministrazione (come problemi organizzativi, difetto di programmazione), vi sia l’effettiva esigenza di assicurare il servizio nelle more del reperimento di un altro contraente”.
In sostanza, ha spiegato Ceraso, “la proroga tecnica è legittima solo se causata da eventi oggettivi, imprevisti e imprevedibili. Se la gara viene attivata all’ultimo momento, il ritardo è considerato imputabile all’inerzia dell’amministrazione (carenza di programmazione)”. Inoltre la proroga è “un istituto a carattere eccezionale. Utilizzarlo per coprire i tempi di una gara che si sapeva dover essere indetta mesi prima viola il principio di concorrenza” e si potrebbe configurare anche una responsabilità per danno erariale se le condizioni economiche della proroga risultano meno vantaggiose rispetto a quelle che si sarebbero ottenute con una gara tempestiva”.
Ma anche se non ci fossero state motivazioni giuridiche – ha continuato la consigliera – sarebbero bastate le tante criticità segnalate dai cittadini e rilevate anche dalla stessa amministrazione a consigliare di procedere per tempo ad individuare un nuovo gestore.
Tra 2022 e 2025 le segnalazioni di problemi tra semafori e punti luce non funzionanti, sono passate da 1249 a 1012, con un andamento altalenante: 859 nel 2023, e 1324 nel 2024.
Le penali applicate sono state di 46.300 euro nel 2022; di 10.650 euro nel 2023 e a fine 2025 sono stati contestati 3.000 euro (1.000 euro per ogni inadempimento accertato) per non conformità negli ambiti Viale Trento e Trieste; Corso Vittorio Emanuele II; Piazza Roma.
“Le proroghe andrebbero fatte solo in presenza di eventi eccezionali e per assicurare la continuazione del servizio pubblico; il Comune era consapevole almeno fin dal 2022 delle tante problematiche esistenti, quando venne quantificato in circa 10 milioni di euro l’investimento necessario per ammodernare la rete” ha concluso Ceraso, attribuendo alla politica l’incapacità di programmare per tempo il subentro.
“Confermo la bontà del lavoro degli uffici”, ha detto l’assessore alla partita Luca Zanacchi prima di lasciare la parola alla segretaria generale Gabriella Di Girolamo. Che prima ha controbattuto alle argomentazioni giuridiche, per poi attribuire proprio alla necessità di rimediare alle carenze emerse negli anni la scelta degli uffici di eseguire un’istruttoria approfondita. Optando per una formula diversa da quella della convenzione Consip in quanto “volevamo altro rispetto ai pacchetti preconfezionati già disponibili”, ha spiegato la dirigente.
Quanto all’applicazione delle penali, queste fanno parte dell’esecuzione del contratto, è quindi abbastanza usuale che vengano applicate.
Per il dirigente Emanuele Stoppa, la scelta é avvenuta ad amministrazione appena insediata (2024) e dopo che sono state valutate anche forme di gestione alternative alla concessione, come gestione in house o project financing. Non c’è stata inerzia, ha ribadito: la convenzione Consip mirava essenzialmente al risparmio energetico, altre invece sono le necessità emerse negli anni. Il dirigente ha scandito i vari passaggi burocratici e amministrativi avvenuti nello scorso anno, tra affidamenti di incarichi per la progettazione, stesura del bando, variazioni di bilancio e reperimento di budget e altro.
La gara é attualmente in corso- ha aggiunto – é complessa e i termini per la presentazione delle offerte scadranno a metá giugno. Quindi ci vorranno alcuni mesi per la loro valutazione e poi “occorrerà correre per arrivare a settembre alla proposta di aggiudicazione”. Insomma, 10 mesi rischiano di essere pochi per arrivare all’individuazione di un nuovo gestore.
Non convincenti le spiegazioni dell’amministrazione per la presidente della Vigilanza Chiara Capelletti: “Usciamo di qui con la certificazione che la gestione dell’illuminazione pubblica che i cremonesi hanno da 9 anni a questa parte non é adeguata alle esigenze. E che ancora per altri 10 mesi, o forse anche più, non vedremo migliorie”, ha commentato.
La stessa dirigente di Aem Annalisa Bonini (l’azienda ha il ruolo di direzione lavori nei confronti del gestore) ha riconosciuto le criticità emerse nel corso dei 9 anni di gestione prima Citelum, poi Edison e ha espresso l’auspicio dell’azienda di potersi presto rapportare con il nuovo gestore. “Ci sono situazioni difficilmente sanabili se non con grandi investimenti da oggi e nei prossimi 3 anni”, ha concluso.
“Perchè il Comune non ha potuto fare la pianificazione nel 2024?” la domanda della consigliera di maggioranza Marialuisa D’Ambrosio, rimasta senza risposta.
Per Lapo Pasquetti, non tutto è da buttare nella gestione attualmente in proroga, é stata ad esempio introdotta la tecnologia led che ha consentito un risparmio del 60% di energia, risorse che, ha spiegato in conclusone il sindaco Andrea Virgilio, saranno utili per finanziare nell’arco dei prossimi anni, il completo rifacimento dei cavidotti che rappresentano la principale causa di malfunzionamento di semafori e impianti di illuminazione. Il sindaco ha ricordato il punto di forza degli interventi degli ultimi 9 anni – la sostituzione delle vecchie lampade con i led – e quello di maggiore debolezza, ossia un contratto che affidava ad interventi extra canone l’ammodernamento delle parti interrate dell’impianto. Ha poi motivato i tempi dell’istruttoria per indire la nuova gara (praticamente tutto l’anno 2025) con la necessità di comprendere il fabbisogno, la portata degli investimenti e il modello di gestione: non sarebbe d’altronde stato corretto che un’amministrazione uscente (l’ultimo mandato Galimberti) avviasse un percorso che poi sarebbe toccato ad altri concludere.
“Per la gara rifiuti però state facendo esattamente così”, ha commentato Ceraso, considerando che il Comune sta già lavorando al dopo Aprica nonostante la scadenza sia al 2030.
“Se tutto va bene per il 25 aprile avremo il palazzo Comunale con la nuova illuminazione“, ha aggiunto il sindaco riferendosi all’ultima, complicata fase di lavori che Edison sta realizzando sulla piazza monumentale “e nell’arco di questo mandato metteremo mano gli impianti nel sottosuolo, oltre a rimediare a punti luce che sono in effetti ancora carenti, come in viale Po”.
“Intanto però ancora per tutto quest’anno ci teniamo una città buia, con connessi problemi di sicurezza”, ha concluso Ceraso.