Canzoni, messaggi e poesie: a Vescovato i bambini inaugurano la nuova "Casa dell'Acqua"
Con il taglio del nastro da parte dei dirigenti di Padania Acque, la struttura di via Cavour entra ufficialmente in funzione. Presenti anche una trentina di alunni delle elementari
Un’inaugurazione che si inserisce nel solco di un progetto più ampio, con al centro la tutela dell’ambiente e una dichiarata lotta agli sprechi idrici.
Tra poesie, canzoni e interventi istituzionali entra ufficialmente in funzione in via Cavour la “Fonte delle Filande”, la nuova casa dell’acqua di Vescovato.
La struttura, di ultima generazione, va a sostituire una precedente casa dell’acqua installata circa vent’anni fa, ormai obsoleta e di complessa manutenzione.
Al taglio del nastro erano presenti il presidente e l’amministratore delegato di Padania Acque, insieme al sindaco di Vescovato Alfredo Gorni e a una trentina di bambini della scuola primaria locale.
“Prosegue il progetto Una casa dell’Acqua in ogni Comune e l’inaugurazione di questa mattina si inserisce pienamente in questo percorso – spiega l’amministratore delegato di Padania Acque, Alessandro Lanfranchi –. Le nuove strutture erogano acqua di altissima qualità, refrigerata, naturale o frizzante, garantendo al tempo stesso un utilizzo dell’energia elettrica estremamente efficiente”.
“È un mandato chiaro che i nostri soci ci hanno affidato – aggiunge il presidente Cristian Chizzoli –: non solo realizzare case dell’acqua in tutti i Comuni, ma anche rinnovare costantemente il patrimonio esistente. Qui era già presente una vecchia fonte: oggi inauguriamo una struttura completamente rinnovata, tecnologicamente avanzata, digitalizzata e telecontrollata. Sono questi i messaggi chiave che vogliamo portare in tutte le attività della società”.
Carico di simbolismo anche il nome scelto per la nuova casa dell’acqua, Fonte delle Filande, a sottolineare il legame tra passato e futuro, tra radici storiche e nuove generazioni.
“La denominazione richiama direttamente la nostra storia – spiega il sindaco di Vescovato, Alfredo Gorni –. Le filande erano una delle principali attività del passato e vogliamo guardare al futuro senza dimenticare le nostre radici, i costumi e la sensibilità ereditati dai concittadini che ci hanno preceduto”.
Dopo i saluti istituzionali, la cerimonia è proseguita con la benedizione impartita dal parroco don Giovanni Fiocchi.
A rendere l’atmosfera meno formale, insieme all’ormai celebre mascotte Glu Glu, sono stati una trentina di alunni delle classi seconde della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Vescovato, protagonisti con cartelloni, poesie e canzoni dedicate all’acqua.
“Le nuove generazioni devono essere le vere protagoniste di iniziative come questa – prosegue Gorni –. Troppo spesso, come adulti, non dedichiamo sufficiente attenzione alla formazione e alla sensibilizzazione. Coinvolgere i bambini significa investire consapevolmente nel futuro”.
“L’acqua è un patrimonio comune – aggiunge il sindaco – e merita il massimo rispetto. È una risorsa che educa anche ai comportamenti corretti: per questo è fondamentale partire dalle scuole e dalle giovani generazioni, che saranno i cittadini di domani chiamati a costruire una comunità attenta all’ambiente e fondata su valori condivisi”.
“Il messaggio dei bambini è stato bellissimo – conferma Lanfranchi – e dietro quei messaggi c’è un grande lavoro educativo svolto nelle classi. Come Padania Acque siamo spesso presenti nelle scuole, ma il contributo degli insegnanti è fondamentale. Gli investimenti sulla qualità dell’acqua servono a preservare una risorsa essenziale soprattutto per le giovani generazioni”.
“È importante – conclude – che questi bambini crescano come cittadini consapevoli, capaci di gestire il pianeta e le sue risorse con maggiore attenzione rispetto al passato”.
“È stata una bellissima mattinata – conclude Chizzoli –. I bambini rendono sempre più vive queste inaugurazioni, soprattutto quando trasmettono messaggi semplici ma profondi: l’acqua è amore, è preziosa e non va sprecata. La nuova casa dell’acqua di Vescovato va esattamente in questa direzione, offrendo acqua di qualità, buona e gratuita, con un limite di otto litri pro capite, proprio perché si tratta di una risorsa preziosa da tutelare”.







