Carburanti in calo anche a Cremona, in attesa di nuovi aiuti
Un calo confermato da Enrico Mainardi, amministratore delegato di Keropetrol. Ma dal 1 maggio potrebbero tornare le accise
Si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel, anzi in fondo allo stretto. Da quando Stati Uniti e Iran hanno alternativamente annunciato chiusure e aperture di Hormuz, il prezzo del greggio è sceso e questo seppur lentamente sta iniziando ad avere effetti sul prezzo alla pompa. I ribassi di benzina e gasolio proseguono progressivi e costanti da circa 15 giorni. Secondo il Ministero delle Imprese, lungo la rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self-service è pari a 1,736 euro al litro per la benzina e a 2,062 euro al litro per il gasolio. Dopo quasi due mesi dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, che ha inciso sull’andamento dei mercati energetici internazionali, l’Italia si conferma al paese con la crescita più contenuta. In Italia la benzina dal 23 febbraio al 20 aprile è aumentata del 6,5%, tre volte in meno rispetto a Francia, meno della metà rispetto alla Germania e poco più della Spagna. Analoga dinamica per il gasolio, l’incremento in Italia è stato di oltre il 24%, meno della Francia dove è aumentato del 36% e della Spagna più 27%.
Un calo confermato da Enrico Mainardi, amministratore delegato di Keropetrol: “Un calo iniziato quando è stata data la notizia della tregua e poi da lì si è abbastanza stabilizzato. Un prezzo non ancora consolidato? No, diciamo che è un po’ instabile, può cambiare da un giorno all’altro anche in base a quello che succede nello stretto di Hormuz”.
Ci sono timori per le scorte?
“Hanno subito una lieve diminuzione degli approvvigionamenti che non ha inciso sulla rete distributiva”.
Intanto dal 1 maggio potrebbero tornare le accise pari a 25 centesimi.
“Qualche rumor dice che verrà rinnovato il taglio, però penso che ne sapremo qualcosa la settimana prossima. Se tornano le accise i 2 euro di oggi del gasolio diventano immediatamente 2,25”.