Solo un ponte (e una passerella crollata) separa il Cremonese dal comune più ricco d'Italia
Si tratta del lodigiano Maccastorna, balzato in vetta alla classifica nazionale dei redditi. Il sindaco: "Una sorpresa che valorizza le piccole comunità"
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Una sorpresa statistica che accende i riflettori sulla profonda provincia lombarda. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui redditi pro capite, ad un ponte dal territorio cremonese c’è il comune più ricco d’Italia. Si tratta del lodigiano Maccastorna, balzato agli onori della cronaca insieme a Crotta d’Adda per la pista ciclopedonale sull’Adda crollata a più riprese nelle scorse settimane, ma oggi su tutti i media nazionali perché in cima alla classifica dei redditi nazionale, addirittura oltre giganti del benessere come Portofino. Con una media reddituale altissima, 72.684 euro, il piccolissimo centro – che conta circa 70 abitanti – si gode un primato tanto inaspettato quanto curioso.
Il sindaco Fabrizio Santantonio, che è anche presidente della Provincia di Lodi, commenta così questo primato tra statistica e realtà: “Accogliamo questo dato con una sorpresa gradita. È un risultato figlio della statistica e, come insegna la metafora del ‘mezzo pollo’ di Trilussa, va letto con attenzione. Tuttavia, lo festeggiamo con gioia”.
Per il primo cittadino, il valore di questo numero va oltre il portafoglio: “Voglio ricondurre questo primato alla realtà di una piccola comunità. Maccastorna, insieme ad altri 2.000 comuni italiani sotto i mille abitanti, rappresenta l’Italia profonda. È una realtà poco conosciuta, ma capace di generare iniziative grazie a persone che scelgono di investire con successo sul territorio. Questo dato dà il senso della resistenza e dell’esistenza di queste piccole ma vitali realtà”.
A far sorridere è soprattutto il confronto con le località più glamour del Paese. “Essere davanti a Portofino rende la questione ancora più divertente“, commenta il sindaco. “Maccastorna è un borgo immerso tra le sponde dell’Adda e le vicinanze del Po, nella profonda ‘Bassa’. Pur senza particolari doti naturali altisonanti, riesce a esprimere qualcosa di straordinario”.
Citando la letteratura e il pensiero di Tommaso Moro e Campanella, Santantonio sottolinea come la “città ideale” sia spesso una piccola realtà: “È qui che si costruiscono legami di appartenenza e senso di comunità. Sono terreni fertili per fare cose eccezionali”.
Il segreto di un reddito medio così elevato risiede, ovviamente, nell’esiguo numero di residenti. “Viaggiamo verso i 70 abitanti, dipende dai periodi”, spiega Santantonio.
In un contesto così ristretto, la presenza di pochi contribuenti con redditi molto alti è sufficiente a far schizzare la media comunale a livelli record. Alla domanda ironica se il sindaco stesso faccia parte di questi “Paperoni”, Santantonio risponde con una battuta: “Al momento non sono residente nel comune, quindi se vedrete un ulteriore balzo in avanti dei dati quando prenderò la residenza, ve lo farò sapere!”.
Nonostante il boom di ricchezza sulla carta, non ci saranno stangate per i cittadini: “Siamo già quasi al massimo con le tasse comunali, le casse pubbliche hanno sempre bisogno di risorse. In questo caso, le entrate aumenteranno naturalmente grazie ai redditi, senza bisogno di alzare le aliquote”.
La chiosa è un invito che sa di tradizione: “Oggi festeggiamo due volte. Oltre al primato, a Maccastorna è tempo di sagra. Festeggiamo San Giorgio con la tradizionale festa della rana e dei pesciolini: siete tutti invitati!”.