La musica gregoriana perde uno dei maggiori rappresentanti: addio a Fulvio Rampi
Riconosciuto in Italia e all'estero, è stato figura cardine nel mondo della musica liturgica e gregoriana, capace di coniugare pratica esecutiva, ricerca e insegnamento
Nelle prime ore di questa mattina è venuto a mancare – dopo una malattia – Fulvio Rampi, organista, compositore e studioso del canto gregoriano.
Riconosciuto a livello internazionale, è stato una figura cardine nel mondo della musica liturgica e gregoriana, capace di coniugare pratica esecutiva, ricerca e insegnamento.
Classe 1959, dopo essersi diplomato in organo e composizione organistica sotto la guida di Luigi Molfino, aveva proseguito la sua formazione al Pontificio Istituto di Musica Sacra, conseguendo Magistero e Dottorato in Canto Gregoriano. Qui fu allievo di Luigi Agustoni, del quale assunse in seguito la cattedra, ereditandone il ruolo scientifico e didattico.
Nel 1985 aveva fondato i Cantori Gregoriani, ensemble maschile professionale che, ancora oggi, rappresenta una delle realtà più importanti nel panorama del canto gregoriano, con un’attività costante di concerti, incisioni e progetti formativi in Italia e all’estero.
Dal 1998 al 2010 aveva ricoperto l’incarico di direttore della Cappella Musicale del Duomo di Cremona. Successivamente, nel 2010, aveva promosso la nascita del Coro Sicardo di Cremona, formazione polifonica stabilmente impegnata nel servizio liturgico presso la chiesa di Sant’Abbondio, dove Rampi svolgeva anche la funzione di organista titolare. Nel 2022 ha fondato l’ensemble polifonico a voci miste “Ingegneri Consort”, formato da una ventina di cantanti professionisti, con l’obiettivo di promuovere in ambito concertistico la polifonia sacra di epoca riascimentale, con particolare riferimento alla produzione di G.P. da Palestrina.
Il suo ultimo concerto domenica 19 aprile, quando nella “sua” Chiesa di Sant’Abbondio, a Cremona, aveva diretto in prima esecuzione assoluta la composizione Pascha nostrum, l’ultima da lui scritta.
La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il mondo della musica sacra: Fulvio Rampi è stato un maestro capace di preservare il patrimonio della tradizione, rinnovandolo con rigore, competenza e profonda sensibilità spirituale.