Cultura e spettacoli

La storia del restauro del violoncello Stauffer in un docufilm presentato al Filo

Il documentario di Francesca Priori esplora il restauro del violoncello Stauffer, rivelando l'anima musicale e culturale di Cremona

Alcune immagini della presentazione
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Stradivari, anima di Cremona. Il restauro del violoncello Stauffer: questo il titolo del documentario presentato in anteprima al cinema Filo, realizzato dalla regista Francesca Priori e 3D Produzioni su input della Fondazione Stauffer.

Un lungometraggio “che verrà trasmesso prossimamente su Sky Arte“, come ha spiegato il presidente della Fondazione, Alessandro Tantardini, nell’introdurre la proiezione, e un progetto voluto dalla Stauffer per raccontare sé stessa e la città della musica.

Il documentario segue da vicino il meticoloso processo di restauro del prezioso strumento, costruito da Antonio Stradivari nel 1700 e oggi parte della collezione della Fondazione Stauffer, collocandolo nel contesto della sua città di origine. Nel cuore di Cremona, dove la tradizione liutaria affonda le proprie radici ed è riconosciuta come Patrimonio immateriale dell’Unesco, il restauro si inserisce in un tessuto artistico e musicale che da secoli ne definisce l’identità.

“Il recente restauro fa da filo conduttore di un viaggio nella vita culturale di Cremona, tra le sue piazze e chiese monumentali, il sapere dei liutai, l’eccellenza formativa dell’Accademia Stauffer e il patrimonio del Museo del Violino” ha spiegato la regista. “È stata una bella sfida. Ho tentato di far passare la freschezza dello sguardo di qualcuno che non conosce quasi nulla e che scopre qualcosa di nuovo. Ho radunato le voci piu svariate e le ho messe insieme”.

“Stiamo raccontando una modalità di tutela del nostro patrimonio a 360 gradi” ha aggiunto il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio. “Dietro le quinte di un restauro c’è competenza tecnica, innovazione, studio, lavoro di conservazione. L’intuizione della Stauffer di comunicare questa bellezza partendo da quello che c’è dietro le quinte è importante. Andiamo sempre più nella direzione di creare un rapporto virtuoso tra musica e recupero di spazi importanti. Gran parte dei nostri palazzi recuperati hanno avuto questa finalità. Pensiamo a Palazzo dell’Arte, Palazzo Grasselli, Palazzo Stradiotti… I processi di trasformazione della città partono da quella che è la nostra vocazione”.

Le immagini della città, insieme alle testimonianze di musicisti, liutai e studiosi, danno forma ad un racconto che unisce passato e presente della liuteria cremonese. Al centro, l’Accademia Stauffer e il Museo del Violino, istituzioni cardine della vita musicale cittadina: da un lato uno dei più importanti centri internazionali di alta formazione per strumenti ad arco, dall’altro uno scrigno vivo di conservazione, in cui gli strumenti storici continuano a risuonare.

Le note degli allievi dell’Accademia Stauffer, di Giovanni Sollima e del Quartetto di Cremona, tra i più autorevoli ensemble internazionali, attraversano l’intera narrazione come un filo invisibile, ci accompagnano mentre ripercorriamo la storia di Stradivari e l’impronta indelebile che il suo genio ha lasciato nella sua città.

Tra i protagonisti dell’Accademia Stauffer, il violinista Salvatore Accardo, tra i fondatori e docente, e il Quartetto di Cremona, formato da ex allievi oggi impegnati nell’attività didattica. Ma anche Bruce Carlson, che si è occupato del restauro.

E ancora, il documentario raccoglie le testimonianze di alcuni giovani talenti – tra cui Giada Moretti e Cristiana Coppola, componenti dello Stauffer Cello Quartet, e il violoncellista Paolo Tedesco – che restituiscono il senso più autentico dell’esperienza formativa e artistica vissuta a Cremona.

Il racconto, costruito come un dialogo continuo tra passato e presente, culmina al Museo del Violino: luogo di conservazione ma anche spazio vivo, dove gli strumenti attendono di essere suonati per continuare a raccontare la propria storia. Ed è proprio qui che si conclude il percorso, con la voce del violoncello Stauffer ex Cristiani, che torna protagonista dopo il lungo e delicatissimo restauro.

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