Cronaca

Carenza di organico in polizia, Sap all'attacco: "Sempre più difficile garantire i servizi"

Il sindacato di polizia evidenzia come le scarse risorse umane e l'organizzazione rigida compromettano i servizi essenziali per la comunità di Cremona

La Polizia di Stato
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Difficoltà crescenti nel garantire i servizi ai cittadini e il presidio del territorio: ad alzare la voce è il sindacato di polizia Sap, presieduto da Noel Cavedagna, che evidenzia come il recente innesto di nuovo organico disposto dall’amministrazione, di fatto, al netto dei trasferimenti, ha comportato un “incremento effettivo per l’intera provincia di sole 3 unità nel ruolo agenti e di 3 nel ruolo ispettori” fa sapere la segreteria provinciale del sindacato in una nota, indirizzata al questore e al prefetto.

“Questi numeri restano del tutto insufficienti a compensare i pensionamenti degli ultimi mesi, lasciando scoperte le già esigue dotazioni della Polizia Postale (Cibernetica), Ferroviaria e Stradale, nonché del Commissariato di Crema” si legge nel documento. Non è tutto: con le ulteriori cessazioni dal servizio previste entro fine anno, “il rischio di un impasse operativo risulta qualcosa di concreto”.

Le problematiche sono annose e mai risolte. A partire da quella del Commissariato di Crema, che per i sindacalisti desta particolare preoccupazione: “le nuove assegnazioni hanno solo pareggiato le uscite, senza generare un incremento reale anche alla luce dei pensionamenti” spiega il Sap. “L’operatività ne risente drasticamente, costringendo il personale a continui spostamenti e aggregazioni temporanee tra uffici per garantire i servizi minimi”.

La particolare conformazione della provincia di Cremona, a questo proposito, “comporta che gli uffici distaccati delle varie specialità — in particolare la Polizia Stradale, che rappresenta il presidio più capillare sul territorio e al contempo uno dei più in sofferenza — siano spesso costretti a fare centinaia di Km per raggiungere i luoghi dell’intervento“. Situazione che, ovviamente, frena la tempestività.

Sempre sul fronte della Polizia Stradale, si riscontra inoltre “un’organizzazione dei turni tra la Sezione di Cremona e i distaccamenti della provincia che impone una turnazione rigida del personale, impedendo una reale valutazione delle esigenze operative delle diverse località e una efficace ottimizzazione delle risorse disponibili”.

A questo proposito il sindacato avvisa: “Ci faremo carico di intraprendere le azioni necessarie affinché tale organizzazione venga rivalutata, con l’obiettivo di garantire ai responsabili dei vari uffici la necessaria autonomia nella programmazione dei servizi e delle pattuglie, rendendo così l’azione operativa più flessibile, efficiente e aderente alle esigenze della collettività”.

Altro problema non da poco è l’ampio dispendio di risorse umane nel garantire l’Ordine Pubblico: “Il territorio cremonese è interessato, in particolare nei fine settimana, da numerose manifestazioni sportive di rilievo nazionale, che comportano un impiego costante e gravoso di personale della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’Ordine” rileva ancora il Sap.

“La nuda realtà che emerge è che gli uffici della Polizia di Stato della provincia non dispongono di un organico adeguato a sostenere un impegno così gravoso. Si tratta di una criticità che si protrae da anni e che, nonostante le ripetute segnalazioni, continua a essere sottovalutata dall’Amministrazione”.

Le conseguenze, per il Sap, stanno diventando sempre più pesanti e difficili da arginare: “Tutti i servizi istituzionali ne stanno risentendo. Dagli uffici amministrativi — che si occupano del rilascio di passaporti, permessi di soggiorno e porto d’armi — fino alle attività di controllo del territorio e di polizia giudiziaria; l’intero sistema registra difficoltà crescenti, con inevitabili ricadute sull’efficacia del servizio offerto ai cittadini” denuncia il sindacato.

Insomma, il problema non è solo la carenza di organico pura e semplice, ma anche la rigidità dell’organizzazione del lavoro. “Siamo coscienti del fatto che piani organici incompleti e datati, unitamente ai vincoli burocratici, limitino fortemente l’efficacia delle manovre riorganizzative formali” conclude il Sap. “Tuttavia, siamo anche consapevoli della necessità di uno sforzo straordinario per colmare il divario tra le dotazioni previste e quelle reali. Già un riallineamento ai livelli teorici previsti permetterebbe, infatti, una riorganizzazione del lavoro finalmente sostenibile e meno penalizzante per il benessere del personale. Invitiamo l’Amministrazione a proseguire il percorso intrapreso con maggiore determinazione, garantendo ulteriori e più consistenti assegnazioni che tengano conto delle reali esigenze di sicurezza del territorio cremonese alla luce degli impegni di O.P. e dell’estensione geografica”.

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