Cronaca

Il comitato CremonaPride: "Non ci facciamo intimidire dall'odio online, in piazza il 30 maggio"

Gli organizzatori con un comunicato stampa ribadiscono la volontà di andare oltre ogni discriminazione

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Dopo il nostro articolo sul patrocinio del comune al CremonaPride si sono scatenati una serie di commenti che hanno indignato sia parte dei nostri lettori che gli organizzatori dell’evento. Da qui la nostra decisione di rimuovere l’articolo dai social e la comunicazione da parte degli organizzatori che ribadisce la volontà di andare oltre ogni odio online e scendere in piazza.

Questo il testo del comunicato:

Dopo una sola ora dalla pubblicazione dell’ articolo di CremonaOggi, nel quale si annuncia che il Comune di Cremona ha concesso il patrocinio al Pride, l’indignazione nei commenti ha superato di gran lunga quella sotto articoli che ci hanno parlato di indagini per favoreggiamento della prostituzione sul nostro territorio, di rievocazioni neofasciste, di maxi indagini per riciclaggio e frode, di inchieste serie sull’inquinamento e tanto altro ancora Nulla, quanto il Pride, merita l’indignazione concitata di una certa parte della cittadinanza che si definisce “per bene” e “civile”, ma che, allo stesso tempo, è la stessa che riversa commenti d’odio, insulti, minacce e piogge di negatività su una manifestazione delle (e per le) persone LGBTQIA+.

Perché ce la possiamo raccontare quanto ci pare, ma la realtà è che l’indignazione sociale è mediata dal clima di omonegatività e dai sentimenti che esso produce. L’idea che un qualsiasi elemento queer possa essere pubblicamente visibile (esistendo, semplicemente) scatena un panico morale irrazionale 100 volte superiore a qualsiasi altra cosa realmente problematica. Ma noi sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Lo sappiamo da una vita, perché conosciamo il peso dell’omotransfobia, ed è proprio per questo che lottiamo ogni giorno per creare un’alternativa sul nostro territorio che sia cura, condivisione, apertura, inclusione. Abbiamo trovato insieme la forza di farlo a volto scoperto, sapendo che queste ondate di negatività hanno proprio lo scopo di ricacciarci nella vergogna e nel silenzio. E l’abbiamo fatto con le associazioni del terzo settore, con tantissimi esercizi commerciali locali, con le Istituzioni, i collettivi, con la rete anti discriminazione della nostra città e con tante, tantissime altre persone che hanno scelto di stare dalla parte giusta.

Saranno queste che ci affiancheranno il 30 maggio – perché la migliore risposta a tutto quest’odio è la presenza attiva. Cremona ha bisogno che le cittadine e i cittadini siano presenti per dire a gran voce che non siamo più nel secolo scorso; che Cremona non resterà il fanalino di coda sui diritti civili e che le persone LGBTQIA+ devono poter vivere sicure e con gli stessi diritti di tutte le altre, sul nostro territorio. Noi ci saremo pur sapendo che qualsiasi cosa verrà usata contro di noi per strumentalizzare la manifestazione. Infine, vogliamo rassicurare chi ci sostiene: i commenti violenti verso di noi e verso la nostra comunità non resteranno ignorati e saranno segnalati e tenuti da conto per provvedimenti opportuni. Vi invitiamo a non cedere alle provocazioni e a non rispondere con lo stesso tenore, perché è ciò che cercano. La nostra risposta sarà in piazza il 30 maggio.

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