Quando la classica incontra il Jazz: la dolcezza di Olivia Trummer per la prima a Cremona
La cantante, pianista e compositrice tedesca ieri sera all'Auditorium Arvedi del Museo del Violino con un concerto inserito nella rassegna CremonaJazz
Una voce d’usignolo, un anniversario da festeggiare e una strana alchimia capace di far sposare perfettamente classica e jazz.
Prima assoluta da applausi, ieri sera al Museo del Violino di Cremona, per Olivia Trummer, cantante, pianista e compositrice tedesca, protagonista con il suo Songbook.
Nata a Stoccarda in una famiglia di musicisti, si è avvicinata al pianoforte in tenerissima età, iniziando con la musica classica per poi scoprire le imprevedibilità del jazz, fino al debutto discografico nel 2006. Da lì una lunga carriera che l’ha portata all’auditorium Giovanni Arvedi con uno spettacolo dedicato ai suoi primi vent’anni di carriera.
Songbook è stato anche questo: un diario di vita e di emozioni trascritte in musica, in cui l’artista ha sfogliato e condiviso con il pubblico i suoi “best of”, riarrangiati per l’occasione cremonese.
“È un’edizione molto speciale del mio progetto Songbook – ci spiega la cantante prima del concerto – dedicato alla mia storia discografica, dove ho pubblicato tantissime composizioni originali. Quest’anno festeggio vent’anni dal debutto e ho pensato di portare sul palco anche brani dei primi album. Sarà una serata speciale perché, per la prima volta, eseguo alcune composizioni con un quartetto d’archi: questo dà una nuova emozione alla musica, come un fiore che si apre e diventa un’altra cosa”.
E aggiunge: “Voglio confermare quanto sia potente una melodia forte, capace di diventare una creatura che forse accompagnerà il pubblico anche a casa”.
Sul palco dell’auditorium Arvedi, Olivia Trummer ha voluto con sé uno strepitoso quartetto d’archi – Eleonora Matsuno e Massimiliano Canneto ai violini, Elena Favilla alla viola e Chiara Torselli al violoncello – oltre al suo “partner in crime” Makar Novikov al contrabbasso.
Un matrimonio musicale anomalo ma riuscitissimo: da una parte la Trummer al piano, con una voce dolce e a tratti commovente; dall’altra un gruppo affiatato di musicisti che non si limita ad accompagnare, ma diventa parte integrante dell’esibizione.
Durante lo spettacolo l’artista ha dialogato con il pubblico – alternando inglese e italiano – raccontando la nascita dei brani eseguiti. Una luce nuova su quello straordinario caleidoscopio che è il jazz.
“Il jazz è una parola molto ampia – racconta – per me è curiosità, è vedere la musica come una lingua con cui esprimersi, creare cose nuove e comunicare, sia con i musicisti sia con il pubblico. Il jazz unisce tutto ciò che fa un musicista completo: suonare composizioni scritte e anche quelle non scritte”.
Per Olivia Trummer si è trattato della prima volta a Cremona e al Museo del Violino. E l’impressione è stata immediata.“Sono emozionatissima. Questa sala ha una magia: si sente la musica che è stata suonata qui e si sente l’ascoltatore ascoltare. Per me è come una première spettacolare”.
Applausi finali, un bis e un firmacopie con il pubblico hanno chiuso la serata.
CremonaJazz torna il prossimo mercoledì con protagonista il pianista Omar Sosa.