Cronaca

Ennesima aggressione al carcere di Cremona, agente ferito alla testa e al volto

L'episodio si è verificato nella serata del 2 giugno. Il sindacato di Polizia Penitenziaria alza gli scudi: "Provvedimenti disciplinari per i detenuti che si rendono protagonisti di simili atti criminali"

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Ennesima aggressione nel carcere di Cremona. L’episodio si è verificato nella serata del 2 giugno, quando un assistente capo di Polizia Penitenziaria è stato colpito alla testa e al volto da un detenuto, che ha utilizzato un oggetto contundente. L’uomo ha riportato lesioni ed escoriazioni ed è stato accompagnato in ospedale, dove gli hanno diagnosticato sette giorni di prognosi, salvo complicazioni.

Una vicenda che ha scatenato l’indignazione dei sindacati. A intervenire il segretario provinciale della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Michele Prisco, che in una nota ha espresso “la totale solidarietà e la massima vicinanza al collega aggredito”, augurandogli “una pronta e completa guarigione”.

L’episodio, tuttavia, è stato anche occasione per riportare l’attenzione su una situazione sempre più difficile. “Ci troviamo a documentare l’ennesimo atto di violenza perpetrato in un istituto dove l’incolumità fisica dei poliziotti sembra non costituire più una priorità per i vertici dell’Amministrazione” sottolinea Prisco. “Assistiamo a un silenzio istituzionale assordante e a una preoccupante indifferenza da parte di chi avrebbe il dovere giuridico e morale di tutelare i servitori dello Stato, lasciati sempre più soli e
abbandonati a sé stessi in prima linea”.

La Uil Fp Polizia Penitenziaria ribadisce quindi “che la garanzia dell’ordine e della disciplina negli istituti, non può essere disgiunta dalla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Non è possibile perseguire alcun obiettivo trattamentale o rieducativo se mancano le condizioni minime di sicurezza per il personale che quel trattamento deve garantire e vigilare”.

Per questo il sindacato “Chiede l’adozione di provvedimenti disciplinari e di trasferimento d’urgenza per i detenuti che si rendono protagonisti di simili atti criminali. Il personale di Cremona è stanco di fare da “scudo umano” all’inefficienza gestionale. Se non verranno fornite risposte concrete in tempi brevi a tutela della sicurezza del Reparto, il sindacato attiverà tutte le forme di protesta consentite dalle prerogative sindacali”.

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