Fondazione Vismara-De Petri per la Giornata del sollievo: equilibrio tra fragilità e cura
L’approccio alla cura di qualsiasi fragilità fisica e psichica passa dalla consapevolezza che chiedere aiuto e supporto nei momenti più difficili è fondamentale
In un contesto sanitario sottoposto a difficoltà strutturali sempre più evidenti e un ambito sociale fortemente contrastato e sottoposto alle paure delle cronache di guerre, povertà e degrado fisico, la XXV Giornata Nazionale del Sollievo, celebrata lo scorso 31 maggio, richiama al messaggio di “Io mi prendo cura”. E prendersi cura di tutte le forme di fragilità psichiche e fisiche è l’obiettivo della Fondazione Vismara – De Petri che vuole essere vicina con risposte concrete alle persone fragili e alle loro famiglie. È con questo intento che il personale sanitario della Fondazione ha messo a punto alcune indicazioni rivolte a chi vive (e ai loro care giver) una fragilità fisica o psichica, temporanea o cronica.
Chiedere aiuto non è un fallimento. Condividere il proprio dolore con amici, familiari, affidarsi a un supporto psicologico non sono segni di debolezza, ma segnali di consapevolezza di affrontare un periodo difficile che fa parte dell’essere umano.
In presenza di dolore cronico, decadimento cognitivo o disabilità è possibile che si manifestino emozioni contrastanti: il senso di colpa, la tristezza e il desiderio di amore e cura possono convivere anche con un profondo senso di stanchezza, rabbia, ineluttabilità e, perfino con il bisogno di distanza. Averne la consapevolezza aiuta a scaricare le responsabilità inutili e a liberarsi dal senso di inadeguatezza.
È importante mantenere viva la relazione con le persone che vivono una condizione di dolore e fragilità. È necessario però essere consapevoli della necessità di costruire una nuova modalità di comunicazione basata su parametri diversi: nella relazione con le persone con demenza o Alzheimer, per esempio, spesso le parole perdono efficacia e risultano decisivi, invece, il tono della voce, la calma, l’accompagnamento di una gestualità controllata, il contatto visivo e la presenza.
Stare accanto a una persona fragile richiede molta energia, sia emotiva sia fisica. È importante concedersi dei momenti di riposo e di sfogo dalle proprie emozioni per non essere sopraffatti dal contesto e per recuperare le energie necessarie per proseguire l’assistenza e la cura.
Dare importanza ai momenti di condivisione, al presente, senza sedimentarsi sulle criticità future di cui si deve avere consapevolezza, ma senza ossessione.
Conoscere la malattia aiuta a gestire meglio i cambiamenti, di contro evitare il sovraccarico di informazioni catastrofiche è importante per non aumentare ansia e paura.
“La Giornata Nazionale del Sollievo è un momento di riflessione: l’atto della cura e l’essere vicini a persone in difficoltà scatena fragilità e insicurezze anche nei famigliari e nei care giver. Segnali che i professionisti socio-sanitari sanno riconoscere perché spesso li vivono in prima persona.
Da oltre 140 anni, la Fondazione Vismara – De Petri sperimenta programmi e progetti per contrastare le difficoltà connesse all’atto di prendersi cura e di essere esposti alla fragilità. Le indicazioni messe a punto dagli specialisti sono un invito ad aprirsi e a vivere ansie, paure e dolori con una piccola ‘cassetta degli attrezzi’, capace di azionare la richiesta di aiuto, nei momenti di necessità”, spiega Marco Milesi, Direttore Generale di Fondazione Vismara – De Petri.